Fegato etrusco a Piacenza

Nel 1877 questo oggetto inizialmente misterioso venne rinvenuto da un contadino mentre arava un campo nei pressi di Gossolengo.

Pur non compresa fin da subito la sua importanza, è oggi riconosciuto quale documento fondamentale per la conoscenza della religione, della lingua e della civiltà etrusca nel suo complesso e nel 1894 venne donato al Museo Civico presso Palazzo Farnese, dove è tuttora conservato.

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Le origini di Piacenza

Pochi sono i riscontri dell’età del bronzo, i popoli Celti e liguri stanziati nel nord dell’Italia non hanno lasciato tracce importanti nella zona dell’attuale Piacenza.

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Chiesa di San Giuseppe in Ospedale

Nel 1471 venne promossa la costruzione della chiesa parrocchiale di San Giuseppe in Ospedale dentro le mura dello “Spedal Grande”. La scelta del luogo cadde tra la chiesa di Santa Vittoria e il monastero di San Sepolcro.

La bolla di Sisto IV confermò la soppressione di tutti gli ospedali della città e l’erezione del nuovo ospedale.

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Basilica di San Sepolcro

La Basilica di San Sepolcro sorge in Via Campagna a Piacenza. Fu eretta nel 1055, come abbazia benedettina con annesso convento, per ospitare i numerosi pellegrini che percorrevano la Via Francigena, la grande arteria romanica che portava da Canterbury a Roma, passando anche per Piacenza. Abbandonata dai Benedettini, la Basilica fu acquisita dai monaci Olivetani nel 1484, e ricostruita tra il 1488 e il 1520, su disegno dell’architetto Alessio Tramello, seguace del Bramante. Il complesso venne chiuso dai decreti napoleonici del primo Ottocento e passò nel 1817 agli Ospedali Civili. Il tempio fu riaperto al culto del 1903.

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Guidando a Piacenza

Piacenza, una piccola città di confine tra Lombardia ed Emilia Romagna, il confine con le due Regioni è stabilito dal fiume Po. Incuriosire.it approfitta di una recente visita dei curatori del sito per guidarvi nel migliore dei modi all’interno di Piacenza.

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Rimini per la Pace

La passerella arcobaleno più famosa al mondo torna a colorare l’estate riminese!

da un Tweet del Comune di Rimini

Guidando a Rimini

Guidando vi accompagna in una città romagnola dove il turismo balneare è fondamentale, ricca di storia, città della piadina per eccellenza, città di Federico Fellini che ci ha raccontato Rimini tra mille sfascettature.

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Rimini e l’anfiteatro romano

Quando si pensa a Rimini, viene in mente il mare, la spiaggia, la piadina, Fellini, ecc. In realtà Rimini ha un passato complesso dovuto alla sua posizione strategica nell’Adriatico, conteso tra etruschi e greci e successivamente Roma. Gli imperatori Augusto e Tiberio hanno dato un grande slancio economico e commerciale alla città romagnola: e non poteva mancare il teatro luogo del divertimento e dello spettacolo. I recenti scavi archeologici hanno portato alla luce spaccati di vita riminese in epoca romana e medievale.

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Gianni Piacentino – Works 1965-2021

Esposizione di opere di Gianni Piacentino a cura di Andrea Bellini; presso la Galleria Enrico Astuni a Bologna in Via Iacopo Barozzi 3
Inaugurazione sabato 9 aprile 2022, ore 17– 21
9 aprile – 30 luglio 2022

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Rimini: una breve introduzione al Tempio Malatesiano

Guidando di Incuriosire.it inaugura una nuova città e la sua meravigliosa provincia, descritta e amata da numerosi film di Federico Fellini: Rimini.

La Cattedrale di Rimini, comunemente denominata “Tempio malatestiano”, è una vecchia chiesa francescana dedicata a San Francesco, ampliata e trasformata da Sigismondo Pandolfo Malatesta nel XV secolo; fu adibita a cattedrale nel 1809, dopo la soppressione napoleonica del convento francescano e la sconsacrazione e distruzione dell’antica Santa Colomba.

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Bologna, 100 mila euro per i negozi che rimuovono le barriere architettoniche

Il Comune di Bologna sosterrà economicamente i negozi che investono nella rimozione delle barriere architettoniche con l’obiettivo di rendere la città sempre più accessibile. Nell’ultima seduta la Giunta guidata dal Sindaco Virginio Merola ha approvato le linee di indirizzo di un bando da 100.000 euro per migliorare l’accessibilità degli esercizi commerciali.

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La Biblioteca Malatestiana di Cesena (FC)

La Malatestiana è l’unico esempio di biblioteca umanistica conventuale perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria, come ha riconosciuto l’Unesco, inserendola, prima in Italia, nel Registro della Memoire du Monde.

Malatestiana Library, Cesena
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La Cappella Revedin non è per tutti

L’edificio è stato ristrutturato con i fondi post-sisma del 2012 senza però tenere conto dell’accessibilità per i disabili. Bertoncello: “Scelta contraria al Regolamento dei Piani Annuali 2013-2014 di Opere Pubbliche”

“Che il Signore sia sempre con noi”. Davanti al piazzale della ristrutturata Cappella Revedin di via Bologna, Luca Marchetti, un ferrarese che per via della sua disabilità vive e percorre la città sulla sua sedia a ruote, non ha altre parole per provare a descrivere l’ennesimo capitolo di una guerra, quella contro le barriere architettoniche, che i portatori di handicap sono costretti a combattere ogni giorno.

Erba alta, sentiero di accesso ghiaiato e una fila di quattro scalini infatti, come nel peggiore degli incubi, sono lì ad attenderlo e a impedirgli l’entrata alla struttura che, dopo i lavori di restauro avviati durante l’amministrazione Tagliani e ultimati dalla giunta Fabbri, a partire dall’inizio del 2021, è stata data in carico alla parrocchia della Sacra Famiglia, organizzatrice al proprio interno di una mostra esplicativa sulla Sacra Sindone, visitabile dai primi giorni di maggio. 

Ed è stato proprio l’interesse per l’esposizione della copia della reliquia a spingere Marchetti fin davanti all’ingresso della cappella per poi scontrarsi e fare irrimediabilmente i conti con la dura realtà, arrendendosi di fronte a una situazione insostenibile per chi è costretto a effettuare i propri spostamenti con una sedia a ruote, complice la totale impossibilità di accedere all’edificio e di usufruire di un’offerta culturale discriminatoria rispetto alle persone cosiddette “normali”.

Un contesto di disagio che ha visto anche l’intervento di Fausto Bertoncelli, ex responsabile dell’Ufficio Benessere Ambientale del Comune di Ferrara, avvisato tempestivamente dallo stesso Marchetti: “Mi meraviglio davvero che Andrea Maggi, a quel tempo assessore ai Lavori Pubblici, e Angela Travagli, assessore al Patrimonio, abbiano in più occasioni, in mia presenza e in quella di rappresentanti delle associazioni di disabili, manifestato in maniera aperta di essere sensibili e vicini ai fragili, fornendo il classico esempio per cui il detto ‘si predica bene ma si razzola male’ calza a pennello”.

Ma facciamo un passo indietro. “La cappella Revedin – ha evidenziato, riavvolgendo il nastro a qualche anno fa – è stata restaurata con i fondi regionali per il sisma del 2012, ma nonostante ciò non è stata resa accessibile a tutti, contrariamente a quanto prevede il Regolamento dei Piani Annuali 2013-2014 di Opere Pubbliche, Beni Culturali ed Edilizia Scolastica del Presidente Commissario delegato all’emergenza terremoto in Emilia Romagna, che specifica come siano ammesse a contributo, in caso di interventi per il ripristino con miglioramento sismico, tutte quelle opere previste dalle normative vigenti in materia di sicurezza e di eliminazione delle barriere architettoniche”.

In altre parole, qualora fosse stato necessario, oltre che a ristrutturare gli edifici, i fondi post-terremoto si sarebbero dovuti usare anche per garantire l’inclusività e l’accessibilità a tutti in autonomia, nessuno escluso. Cosa che sarebbe dovuta essere basilare ma che non è successa in via Bologna, a tal punto che, nel dicembre dello scorso anno, lo stesso Bertoncelli si è visto costretto ad inoltrare una segnalazione a Carlos Dana, Garante delle Persone con disabilità, per sapere quali decisioni erano state prese circa la questione.

Il responso però non è stato soddisfacente: “Dopo tre mesi mi hanno risposto che la Cappella Revedin era un’ex cappella funeraria che oggi ha perso il proprio ruolo ed è divenuta memoria di se stessa, tant’è che non riveste alcuna destinazione d’uso e che, vista la particolarità del bene, il Comune ha solo eseguito un intervento di miglioramento sismico strutturale con connesse altre opere di restauro dal punto di vista conservativo”.

Oggi però che la destinazione d’uso c’è, data l’esposizione sulla Sacra Sindone, la vicenda secondo lo stesso Bertoncello ha assunto contorni surreali, dal momento che “ci sono tre punti che devono essere chiariti, in quanto le norme impongono che se il luogo è aperto al pubblico deve essere accessibile a tutti, se si spendono soldi pubblici gli stessi devono essere spesi per opere e servizi che siano a portata di tutti e se l’opera realizzata è discriminatoria, diviene censurabile anche giurisdizionalmente nei confronti delle persone con disabilità, secondo la Legge 67 del 2006 per comportamenti discriminatori”.

“Allo stato attuale – ha concluso – pare che questa apertura rientri in tutti e tre i casi. Ritengo deludente che un Garante si limiti a fare il solo passacarte, inoltrando risposte probabilmente e ignorantemente confezionate dai dirigenti o dagli amministratori. A questo punto mi chiedo quali siano i suoi compiti e quali quelli del nuovo Ufficio Accessibilità del nostro Comune, aperto dopo la chiusura voluta da questo sindaco dell’Ufficio Benessere Ambientale, che aveva un ruolo preventivo fondamentale. Sarebbe molto interessante sapere cosa ne pensano le associazioni che rappresentano le persone con disabilità”.

di Davide Soattin da Estensa del 7/5/2021

Cappella Revedin a Ferrara

A volte gli articoli che pubblichiamo ci costringono a cercare informazioni storiche che incuriosiscano e contribuiscano ad arricchire il nostro patrimonio storico-culturale.

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