Un’apertura speciale riservata alla community di Veneto Segreto per scoprire uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti di Adria.
L’esperienza inizia con una visita esclusiva al Museo Diocesano della Cattedrale, custode di preziose testimonianze di arte sacra e della storia religiosa del territorio polesano: opere, oggetti e simboli che raccontano secoli di fede, potere e vita quotidiana.
A rendere l’itinerario ancora più suggestivo sarà la discesa nella Cripta della Cattedrale di Adria, uno spazio raccolto e carico di significato, normalmente non accessibile al pubblico. Un luogo sospeso nel tempo, dove architettura, silenzio e memoria dialogano in modo intimo e profondo.
Lo sapevate che la Stazione Leopolda di Firenze (1846-1848), tra le più antiche d’Italia, è un gioiello neoclassico. Dismessa nel 1860 per la stazione Maria Antonia (attuale SMN), ha ospitato la prima Esposizione Nazionale dell’Unità d’Italia nel 1861. Oggi è uno spazio espositivo iconico e dal 2010 sede dell’omonimo convegno politico.
Ecco alcune curiosità salienti tratte dalla sua storia:
Architettura e conversione: Inizialmente progettata da Enrico Presenti, è stata una delle prime stazioni in Italia, ma è stata presto abbandonata come stazione ferroviaria attiva per la sua posizione.
Usi storici: Dopo il disuso ferroviario, è diventata, nel corso degli anni, un deposito doganale, un’officina meccanica e, durante la Prima Guerra Mondiale, un reparto per la produzione di proiettili.
La guerra: Ha subito pesanti bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare il 2 maggio 1944.
La svolta culturale: Negli anni ’90, il complesso è stato riqualificato come uno degli spazi più importanti di Firenze per eventi, fiere, moda (Pitti Immagine) e, dal 2010, ospita la Leopolda, il convegno politico lanciato da Matteo Renzi.
Acquisizione Pitti: Nel 2018, Pitti Immagine ha acquisito il complesso, lasciandolo volutamente come “architettura industriale dismessa” per valorizzarne il carattere storico.
La stazione si trova in Viale Fratelli Rosselli, non lontano dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella.
In realtà la lastra di marmo utilizzata da Michelangelo per realizzare la celebre scultura del David, nel 1504, fu tagliata 43 anni prima. Tale operazione servì ad un’artista di nome Agostino di Duccio, il quale progettava di utilizzarla per la realizzazione di una statua di Ercole. Ma in seguito Di Duccio abbandonò l’ idea di realizzare questa scultura, la quale sarebbe stata inserita in una cattedrale fiorentina. Successivamente il marmo rimase inutilizzato per 10 anni. Fu, poi, adoperato dall’artista Antonio Rossellino il quale però, trovandolo troppo difficile da scolpire, abbandonò il suo lavoro. In conclusione venne utilizzato da Michelangelo Buonarroti il quale iniziò a lavorare alla sua scultura nel 1501.
Il primo sismoscopio di Zhang Heng, inventato in Cina nel 132 d.C. durante la dinastia Han. Sebbene tecnicamente fosse un sismoscopio (rilevava la scossa senza registrarne l’intensità nel tempo), è considerato l’antenato del moderno sismografo.
Ecco alcune curiosità su questo storico dispositivo:
Design a draghi e rospi: Lo strumento era un grande vaso di bronzo (circa 2 metri di diametro) con otto teste di drago orientate verso i punti cardinali. Ogni drago teneva in bocca una sfera di bronzo, mentre alla base c’erano otto rospi con la bocca aperta.
Funzionamento a pendolo: All’interno del vaso era sospeso un pendolo centrale. In caso di scossa, il pendolo oscillava facendo cadere la sfera dal drago corrispondente alla direzione del sisma direttamente nella bocca del rospo sottostante, producendo un forte suono metallico.
Precisione incredibile: Nel 138 d.C., lo strumento indicò un terremoto a ovest della capitale Luoyang. Inizialmente nessuno percepì nulla e lo strumento fu deriso, ma pochi giorni dopo arrivò un messaggero che confermò un violento sisma avvenuto a circa 600 km di distanza nella direzione indicata.
Anticipo storico: Questa invenzione precedette di circa 1700 anni i primi sismografi moderni sviluppati in Europa nel XIX secolo. Il primo sismografo elettromagnetico fu realizzato solo nel 1856 dal fisico italiano Luigi Palmieri.
Significato spirituale: All’epoca i terremoti erano interpretati come segnali di dissenso celeste verso l’imperatore; lo strumento serviva quindi anche come “allerta” politica per la corte imperiale.
Nel testamento redatto nel gennaio 1898, tre mesi prima della morte, Edoardo Chiossone destinò la sua intera collezione all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, che considerava propria “madre in arte”, affinché ne curasse la pubblica esposizione. Le collezioni giunsero a Genova nel 1899, viaggiando via mare, contenute in 96 grandi casse. Allestito al terzo piano del Palazzo dell’Accademia, il Museo Chiossone fu inaugurato nell’ottobre 1905 in occasione della visita a Genova del Re e della Regina d’Italia. Nel 1942 il Museo fu chiuso per sottrarre le raccolte al pericolo dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale: le collezioni furono trasportate in luogo sicuro dal Comune di Genova che, in virtù di una clausola testamentaria, ne divenne il proprietario subito dopo la fine della guerra.
Il magnifico edificio che attualmente ospita il Museo è stato progettato appositamente, con richiami strutturali e stilistici all’architettura giapponese, per conservare la Collezione Chiossone, dal compianto architetto Mario Labò. L’allestimento espositivo fu affidato nel 1967 all’ingegnere Luciano Grossi Bianchi, che lo progettò e lo realizzò in collaborazione con Giuliano Frabetti, Direttore del Museo Chiossone dal 1956 al 1990, e Caterina Marcenaro (Genova, 1906-1976), Direttore del Settore Belle Arti del Comune di Genova. Inaugurato il 7 Maggio 1971 e da allora sempre regolarmente aperto al pubblico,il Museo ha mantenutoil medesimo allestimento fino al Febbraio 1998.
L’esposizione permanente, che presenta alcune modifiche rispetto a quella originale di Grossi Bianchi, offre una campionatura delle raccolte, presentate per classi tematiche e tecnico-artistiche: grande scultura buddhista, armature e armi, arti applicate (metallotecnica, smalti, lacche, ceramiche e porcellane), maschere teatrali, piccola scultura in bronzo e legno.
I dipinti, le opere di grafica, i materiali cartacei e librari antichi, sono esclusi dall’esposizione permanente per le specifiche esigenze di conservazione e vengono esposti al pubblico in occasione di mostre temporanee.
Per maggiori informazioni sul Museo Chiossoni si veda la pagina dedicata a cura dell’Associazione Nazionale Turismo Open.
Edoardo Chiossone (Arenzano 1833 – Tōkyō 1898),professore di disegno e incisione diplomato presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, si trasferì in Giappone nel 1875 su invito del Governo Imperiale del Giappone, per lavorare alla Officina Carte e Valori del Ministero delle Finanze come istruttore speciale e responsabile della divisione incisoria. Qui disegnò e incisele prime banconote e i primi francobolli di produzione giapponese.
Un matematico australiano è riuscito a decifrare il codice enigmatico di una tavoletta di argilla babilonese risalente a 3.700 anni fa. Conosciuta come la Plimpton 322, questa tavoletta è stata identificata dai ricercatori dell’UNSW di Sydney come la più antica tabella trigonometrica al mondo, creata dai Babilonesi circa 3.700 anni fa, ovvero un millennio prima che i Greci iniziassero a sviluppare la trigonometria!
Questa piccola tavoletta d’argilla, scritta in un sistema a base 60 (simile a quello usato per misurare il tempo), contiene un elenco di terne pitagoriche e propone un approccio trigonometrico innovativo, basato su rapporti piuttosto che su angoli e cerchi.
Un plastico ferroviario in scala 1:87 di 280 mq è difficile da immaginare in un contesto artistico ed architettonico come quello di Firenze. Ma a Firenze si può trovare anche questo.
Angelo Morbelli è milanese, ma d’adozione, in quanto nacque ad Alessandria nel 1853. Nel 1867, si trasferì a Milano per dedicarsi agli studi presso l’Accademia di Brera, dove ebbe, come maestri, l’anziano Francesco Hayez e Giuseppe Bertini. Iniziò a farsi conoscere come pittore paesaggista ma anche come autore di scene storiche grandiose e drammatiche, anche se, dall’inizio degli anni ’80, si dedicò a rappresentazioni dirette e crude della realtà milanese dell’epoca, anche sull’influenza di quanto avveniva in Francia con Courbet e Millet, con le sue opere più famose, ovvero il ciclo di tele raffiguranti i vecchioni del Pio Albergo Trivulzio, che tutti i milanesi conoscono affettuosamente con il nome di “Baggina”.
Ecco una visita da non perdere per chi vive a Milano e chi visita Milano. A Berlino c’è il Memoriale dell’Olocausto, un impressionante opera di cui ho ancora vivo il ricordo a distanza di 14 anni dalla visita, ieri a distanza di 80 anni dalla strage di Marzabotto ho desiderato visitare il Memoriale della Shoah a Milano, che da cittadino milanese non avevo ancora visto. Molto spesso, non si visita la propria città in cui si vive, è un luogo comune e questo è anche il mio caso.
Fatto innalzare presumibilmente da re Teodorico alla fine del V secolo d.C., quando l’arianesimo era religione ufficiale della corte, doveva apparire come complemento liturgico alla vicina Cattedrale degli Ariani.
Il bellissimo logo dei giochi olimpici è caratterizzato da cinque anelli che si intrecciano tra di loro. Il logo sta ad indicare l’unione di tutti gli stati per lo sport; lo sport è di tutti e per tutti; messaggio universale.
Il colore degli anelli rappresentano i vari continenti della Terra:
Il blu rappresenta l’Europa, il nero l’Africa, il rosso l’America, il giallo l’Asia e il verde l’Oceania.
Il sapone nasce per la pulizia e dell’igiene del proprio corpo. Le prime testimonianze che si hanno dei primi espedienti del sapone risalgono al 2500 a.C a Babilonia. Il più famoso è quello di Aleppo.
Siamo sul medio appennino reggiano: Marola è una frazione del comune di Carpineti a pochi km da Castelnovo Monti, il centro principale della montagna reggiana con ospedale e tutti i principali servizi.