Dopo la pausa estiva avevo deciso di stendere un bilancio sull’ultimo anno di rubrica “Ci vuole abilità” e questo articolo avrebbe dovuto essere il “pezzo di apertura”, ma poi ho deciso di dare la priorità alla questione dell’eutanasia, che in questo momento è un tema molto attuale.
Invalidi e portatori di handicap hanno più diritti rispetto alle persone sane? Ecco cosa succede in caso di sfratto, pignoramento, parcheggi e in altre circostanze della vita quotidiana.
“Pioniera” nel diffondere la filosofia di Vita Indipendente delle persone con disabilità, l’Associazione friulana IDEA continua ad operare sulla strada tracciata oltre vent’anni fa dai suoi fondatori, tra cui il primo Presidente Roby Margutti, diffondendo informazione e fornendo vari servizi diversificati attraverso i propri sportelli operativi, attività che si cerca in questi mesi di sostenere anche tramite una campagna di raccolta fondi nel web, che consentirà di aiutare moltissime persone, perché, come dicono dall’Associazione stessa, «la disabilità è una questione che riguarda tutti noi!»
“A Ferrara troppe barriere architettoniche, oltre a non abbattere quelle già esistenti se ne creano di nuove”. Questa la ‘denuncia’ in una lettera arrivata alle redazioni dei media del Comitato Ferrarese Disabili Area che chiede all’attuale Amministrazione Comunale un cambiamento di progettualità
Uno dei problemi dei grandi centri è la mancanza di parcheggi, in particolare quelli riservati alle persone con mobilità ridotta, spesso occupati da abusivi. Torino da qualche tempo è impegnata in un progetto che agevola gli spostamenti delle persone disabili. È la prima città ad utilizzare il sistema DEPS (Disabled Easy Parking System).
Asugi stima un fabbisogno di 5mila e 600 trasporti. I Distretti in collaborazione con i Medici di Medicina Generale stanno vagliando tutte le prenotazioni per poter organizzare
Trascurare le disabilità equivale ad essere domani giudicati dalla storia come padri e madri snaturati, colpevoli di indifferenza verso la loro prole indifesa.
Non sono più necessari due anni di residenza in Lombardia per ottenere il contributo mensile di 600 euro previsto per i disabili gravissimi. Per il Tribunale di Milano (Sezione lavoro) tale requisito è “discriminatorio e irragionevole” e ha quindi accolto il ricorso presentato da Ledha-Lega per i diritti delle persone con disabilità, Anffas Crema, Anffas Legnano e Asgi-Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione. La regione era già stata bocciata (nel marzo del 2020), addirittura dalla Corte Costituzionale, per il requisito dei cinque anni richiesto a chi voleva presentare una domanda per la casa popolare.
Negli ultimi 10 anni il numero di studenti disabili è costantemente aumentato fino a sfiorare le 284mila unità. A questi giovani deve essere garantito il diritto di frequentare la scuola come a tutti gli altri. Per questo è fondamentale monitorare il livello di accessibilità delle strutture.