«Un percorso per disabili a Fonte Cerreto»

«Un percorso per disabili a Fonte Cerreto»

Una montagna inclusiva che possa accogliere con percorsi adatti a passeggiate anche persone con disabilità. A proporre un percorso tra i boschi di Fonte Cerreto per carrozzine, ma anche per mamme con passeggino e persone con difficoltà motorie e disabilità sensoriali, è il rappresentante dalla rete delle organizzazioni per disabili cittadine Massimo Prosperococco che proprio nei giorni scorsi ha avuto modo di parlare con un gruppo di turisti disabili arrivati da Bologna che avrebbero voluto salire sul Gran Sasso per visitare la montagna aquilana, dopo aver visitato la città. «Questi turisti si sono recati all’info point chiedendo informazioni per sapere se ci fossero percorsi per disabili in montagna precisa Dall’info point sono stati indirizzati alla 24 Luglio che poi ha interessato direttamente me.

Sono stato costretto con profondo rammarico a spiegare a questi turisti e ai loro accompagnatori che non sarebbero potuti salire in montagna perché non ci sono percorsi adatti. Sono rimasti molto delusi dalla mia risposta». «Abbiamo percorsi per handbike da fuori strada e quindi solo per atleti, non per tutti aggiunge Avremmo invece bisogno di spazi che abbiano un minimo di accessibilità per persone in carrozzina, ma anche per persone con disabilità sensoriali o più semplicemente per famiglie con passeggini». Prosperococco sottolinea che molte località del nord Italia hanno invece percorsi accessibili e sono ogni anno meta di tantissimi turisti disabili. «Sono stato in molti posti al nord dove ci sono percorsi di 800-1000 metri precisa – Sono sentieri più larghi e battuti dove le persone in carrozzina possono andare da sole o accompagnate. Un percorso così c’è anche sulla Majella, creato tanti anni fa dalla Forestale e che il Parco ha ripreso e mantenuto. Sul Gran Sasso, invece, non c’è nulla e questo ci dispiace molto, anche perché potrebbe essere facilmente realizzabile, senza spendere molto. Alla base della funivia c’è infatti una stradina che passa all’interno del bosco, al di sopra del nuovo parco avventura. Un percorso per disabili si potrebbe realizzare lì, anche perché ci sono pendenze accessibili». «Vorrei sottolineare come al nord il turismo dei disabili rappresenti il 20% del totale prosegue Non perché il 20% dei turisti sia disabile, ma perché queste persone sono spesso accompagnate da altre persone. Quindi a spostarsi non è un solo turista, ma anche uno o due accompagnatori. Rendere la montagna accessibile costituirebbe un chiaro valore aggiunto per il territorio, non solo in termini economici. Spesso la montagna è considerata appannaggio di soli appassionati o sportivi, ma non è così. La montagna è di tutti, anche dei disabili».

Da Il Messaggero 19 agosto 2020 di Marianna Galeota

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