Un errore, ma il museo è accessibile

Un errore, ma il museo è accessibile

Scrivo in qualità di direttore del Museo Archeologico in merito alle notizie rimbalzate sui social riferite all’increscioso episodio verificatosi sabato 3 ottobre al museo. Innanzitutto mi scuso con la signora che si è vista negare il suo diritto di ingresso e visita in un museo che dichiara, ed ha, tutti i presidi atti a superare le barriere architettoniche. La mancanza è stata di uno degli addetti alla vigilanza in biglietteria quella mattina, che ha prima negato alla signora la possibilità di usare l’elevatore, e che poi, quando, alla fine, ha tentato di farlo non è riuscita, giustificando la cosa con il fatto che era guasto per mancanza di manutenzione.

Situazione veramente indifendibile. Di questo comportamento mi scuso molto, ma vorrei utilizzare questo spazio soprattutto per presentare le ragioni del museo, che in sé non manca di nulla per essere considerato pienamente accessibile, come dichiara. A partire dalla presenza del campanello con citofono, a sinistra dell’ingresso, in piena efficienza. Non è all’altezza perfetta per una carrozzina ma può essere raggiunto anche da persona seduta. Passo poi all’elevatore, ben funzionante a patto di seguire una semplice doppia manovra (abbassare la levetta attivatrice in biglietteria e premere il pulsante in loco) che tutti i custodi sono tenuti a conoscere. Quanto poi al fatto che non sia guasto io stessa ne ho verificato il giorno dopo il perfetto funzionamento, potendo comunque contare su un contratto di manutenzione di ditta specializzata, con controlli trimestrali e possibilità di pronto intervento. Detto questo resta l’amarezza dell’incapacità dimostrata a fronteggiare una situazione di minima complessità. Posso solo dire a difesa del custode che era la prima volta, dopo la lunga chiusura causa Covid, che si affrontava una situazione di questo tipo e che dunque, forse, aveva dimenticato la corretta successione dei passaggi. La vibrata protesta sui social da parte degli sfortunati protagonisti di questa vicenda è logica e comprensibile. L’ho intercettata quasi casualmente su Istagram e ho subito risposto presentando loro le mie scuse e giustificazioni, forse sfuggite agli interessati, dato che ad esse non hanno dato seguito. Pertanto sono qui a replicare le mie scuse a loro e a tutta la comunità. Il museo ha sempre avuto una politica massimamente inclusiva per ogni tipo di disabilità. Vorrei solo aggiungere quanto ho già scritto ai protagonisti della vicenda e cioè che li invito a tornare appena sarà loro possibile, perché desidererei far loro visitare personalmente il museo, sperimentando come questo non abbia barriere architettoniche e sia massimamente inclusivo.

Paola Desantis,

Direttore Museo archeologico nazionale di Ferrara da Il Resto del Carlino del 11/10/2020

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