Topi, umidità, barriere architettoniche

Topi, umidità, barriere architettoniche

«Noi, inquilini comunali abbandonati»

Ennesima denuncia delle condizioni disastrose in cui versano le case del complesso di via San Bernardino da Siena. L’assessore Gervasoni: «Subito un sopralluogo»

javascript:window[%22contents%22] «Non abbiamo avuto l’elettricità per tutta la mattina». Francesca Maiorana, 65 anni, è stufa. Dopo 25 anni passati nell’abitazione di via San Bernardino da Siena, vorrebbe cambiare. «Io e mio marito abbiamo presentato domanda per le case dell’Aler qui di fronte – racconta – sono nuove, in ordine e i bagni hanno la doccia».

Non è un particolare da poco: la signora è invalida all’88 per cento, fra poco dovrà essere operata di nuovo, e nella vasca da bagno fa fatica a entrare e uscire. Non sono servite le richieste al Comune: nessuna risposta. «Avevo la porta rotta – aggiunge – sono venuti gli addetti, hanno messo una toppa con due chiodi e sono andati via. Mi hanno detto: “Non ci sono i soldi”. Non c’è la messa a terra, abbiamo problemi d’infiltrazioni e mi sbrigo le pulizie all’ingresso. Però, il Comune ci manda ugualmente le spese condominiali». Raffaella Bartiromo ha una macchia verde scura che corre lungo il soffitto, fino in camera da letto. La colpa? L’acqua che scende dal piano di sopra. «Sono qui dal 1981 – spiega – abbiamo sempre pagato e ringraziato per tutto. Ora, però, io e mia figlia vorremmo cambiare zona. Abbiamo fatto domanda per andare ad Albate». Sono stanchi i residenti delle 96 case popolari di via San Bernardino da Siena, il cuore della vecchia “Russia”.

La denuncia? La mancanza di manutenzione e, in generale, l’assenza d’interesse dell’amministrazione verso un patrimonio, quello dell’edilizia comunale, in pessime condizioni. Le questioni sono diverse: muri scrostati, umidità e balconi arrugginiti, anche i topi in giardino. Gli edifici sono logorati dal tempo, gli impianti sono vecchi, tante le barriere architettoniche, mancano anche gli ascensori.

In molti casi manca addirittura il cancello o il citofono, creando non pochi problemi a chi, durante il lockdown, aspettava la spesa a domicilio. All’interno gli appartamenti presentano diversi problemi, risolti spesso dagli inquilini in autonomia. La questione è stato sollevata dal gruppo “Ri –cominciamo da Como”: «In queste abitazioni sono presenti tante persone in situazioni di fragilità – raccontano gli attivisti – l’abbandono al quale sono sottoposte crea spesso tensioni, le quali sicuramente non aiutano la convivenza tra vicinato. Pensiamo che intervenire sulla gestione delle periferie non sia un problema, ma un impegno».

La scorsa estate, il Pd aveva denunciato il degrado della zona. «È tragico sapere – commenta il consigliere democratico Gabriele Guarisco – che le condizioni di questi alloggi potrebbero essere migliorate con dei semplici interventi di manutenzione. Questo tradisce l’incapacità degli assessori di tenere monitorate le condizioni degli alloggi comunali in uso, mentre si fanno grandi proclami sugli alloggi attualmente sfitti e sulla loro riqualificazione». L’assessore alla Manutenzione dell’edilizia comunale Pierangelo Gervasoni sottolinea come sia stato informato dei problemi: «In settimana andrò a fare il sopralluogo – conclude – il tema delle case comunali mi sta a cuore e non ho intenzione di trascurarlo».

Da La Provincia di Como 23/1/2021

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