Accessibilità ai disabili in montagna, “Monte Vector” lancia una raccolta fondi

«Restituire la bellezza e mandare un messaggio di inclusività». A parlare è Stefano Cappelli, fornaio prima del sisma, rifugista dopo. Il terremoto, lo sappiamo, non ha cambiato solamente l’impatto architettonico della zona del cratere, ha contribuito, in maniera significativa, a desertificare le montagne. Di fatto, è stato un accelerante. Un processo in atto da anni, ben prima del sisma. In questo spaccato sociale, si erge “Monte Vector“, una realtà no profit che cerca di rendere accessibile, «difendendo il diritto di abitare quelle zone», la montagna anche a chi, “sulla carta”, sarebbe il più svantaggiato. Nasce così l’idea di un “Appennino inclusivo”.

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