Storia e avvenimenti del Teatro Martinitt prima e dopo la sua costruzione

Storia e avvenimenti del Teatro Martinitt prima e dopo la sua costruzione

Ecco una storia insolita di un teatro di Milano, il Martinitt, che intende svolgere anche un ruolo sociale in una grande metropoli come il capoluogo lombardo.

Riccardo Pitteri aveva un portamento austero, il suo viso era ornato da grandi baffi che incutevano un doveroso rispetto. Era un avvocato, scrittore di storia e patriota risorgimentale, ma anche autore di poesie pedagogiche e di fiabe.
Nella zona di Lambrate est o Ortica Nord, si trova questa via a lui dedicata, nell’area di una vecchia polveriera austriaca costruita dagli spagnoli nel XVI secolo, ampliata durante la dominazione austriaca e demolita nel 1930 per far posto all’Orfanotrofio maschile dei Martinitt (chiamati così perché la vecchia sede sorgeva vicino all’oratorio di San Martino – da qui piccoli martini e quindi Martinitt).
Inaugurato dal Duce nel 1932 con la visita del Re Vittorio Emanuele III, il progetto in stile rinascimentale lombardo prevedeva il dormitorio, la Chiesa e un salone cine-teatro, in cui si svolgevano attività ludiche, di formazione musicale e piccoli spettacoli di prosa non aperti al pubblico. Importantissima era la festa di Natale che si svolgeva ogni anno nella sala teatrale in cui familiari e amici degli orfani regalavano doni ai Martinitt.  
Durante la seconda guerra mondiale il teatro subì diversi bombardamenti che distrussero quasi completamente la struttura: crollò gran parte del tetto e la facciata cadde completamente.
Nel 1949il Genio Civile, organo statale attento alla tutela delle opere pubbliche, si occupò della ricostruzione quasi completa del teatro che quindi continuò ad essere funzionante negli anni successivi. 
nel 1950 Vittorio De Sica, durante il set del suo film ambientato a Lambrate Un Miracolo a Milano, scelse come giovane protagonista un Martinitt e nel 1951 partecipò alla realizzazione del primo calendario dei Martinitt offrendo in esclusiva le foto del set del film.    
Dal 1984 il teatro rimase vuota fino al 2010 quando la Bilancia Produzioni ha preso in gestione la struttura per riaprila al grande pubblico.        

Cosa facevano i Martinitt       
Dai Martinitt l’orfano usciva con un mestiere e con quello che si era guadagnato. I ragazzi infatti, alternavano nella giornata ore di studio teorico e ore di laboratorio e per il lavoro fatto guadagnavano qualche lira. Dal gruzzolo erano detratte le spese come risarcimento di danni che erano stati fatti nei laboratori. La disciplina era ferrea, si veniva mandati nel «camarino» (una sorta di cella) per le più lievi mancanze. C’era un sacro rispetto per il cibo: si veniva puniti perché si buttavano palline di pane o si sprecavano carote tagliandole di nascosto di notte in giardino. Non si poteva essere trasgressivi: guai a farsi trovare con un mozzicone di sigaretta o con un libro immorale; naturalmente era scontato il rispetto per i coetanei (non ci si può insultare) e per i superiori, guai a sbattere la porta dell’aula. Si può essere puniti anche con il divieto di uscire durante le festività Natalizie.

Se si vuole dare un volto ai fantasmi riporto le vite dei celebri Martinitt:

I Martinitt celebri, Angelo Rizzoli
Grazie al mestiere di tipografo imparato nel collegio dei Martinitt, Angelo Rizzoli, (1889-1970), figlio un ciabattino analfabeta che morì prima che lui nascesse, a vent’anni inizio la sua carriera di imprenditore nel campo dell’editoria. Diventò imprenditore, editore e produttore cinematografico italiano, fondatore della Rizzoli Editore, capostipite della famiglia Rizzoli.

Edoardo Bianchi e la mitica bicicletta
Al piccolo Edoardo Bianchi, nato a Milano il 17 luglio 1865 e accolto a sette anni al Martinitt, furino insegnati i rudimenti della meccanica e lui divenne un grandissimo artigiano. Nel 1885 aprì una piccola officina meccanica nel centro storico di Milano dove inizio la sua attività di riparatore e costruttore di biciclette. Il successo arrivò quando la regina Margherita moglie di Re Umberto in vacanza a Monza, gli chiese una bicicletta per imparare e Bianchi costruì uno splendido esemplare celeste, con lo stemma in oro dei Savoia e le maniglie d’avorio che tutti volevano. Bianchi rinnovò profondamente la concezione e la realizzazione dei velocipedi: ridusse il diametro della ruota anteriore, adottando la catena di trasmissione del movimento, inventata da poco tempo in Francia, e abbassò l’altezza dei pedali, creando così la prima bicicletta moderna. Nel 1888 creò il primo mezzo circolante con ruote pneumatiche, applicando alla bicicletta l’invenzione che John Boyd Dunlop aveva realizzato pochi mesi prima. Il successo del prodotto lo portò ad investire nello sport, partecipando dall’ultimo decennio del XIX secolo alle principali gare ciclistiche europee.

Leonardo Del Vecchio (ancora vivo), il secondo uomo più ricco d’Italia
Più recente ma altrettanto sfolgorante è stata la carriera imprenditoriale di Leonardo Del Vecchio (1935), fondatore e presidente di Luxottica, la più grande azienda di occhiali di lusso e da sole del mondo con sede principale ad Agordo in provincia di Belluno. Secondo la rivista Forbes, è il secondo uomo più ricco d’Italia, dopo Michele Ferrero e davanti a Silvio Berlusconi, con un patrimonio netto di 10,5 miliardi di dollari (Forbes, 2010) e 59º nella classifica mondiale della rivista americana. Originario di Barletta, milanese di adozione trascorse i suoi primi anni nel collegio dei Martinitt. Diventa poi apprendista in una fabbrica di stampi per ricambi automobilistici e montature per occhiali, in qualità di incisore. Nel 1958 ad Agordo in provincia di Belluno si mette in proprio, aprendo una bottega in cui si occupava sempre di occhiali.

Il teatro è accessibile a persone con disabilità e si trova in Via Riccardo Pitteri 58 – Milano.

Informazioni sui biglietti:

  • 50% di sconto per i disabili pari o superiori al 66% (indipendentemente dal tipo di disabilità) – la riduzione sul prezzo del biglietto prevista da questo protocollo non è cumulabile con altra riduzione e non potrà essere applicata sul prezzo degli abbonamenti;
  • biglietto intero per i disabili inferiori al 66%;
  • biglietto OMAGGIO all’accompagnatore SOLO SE OBBLIGATORIO (indicato sulla tessera).
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