“Scivolo a Collemaggio, presto il progetto”

“Scivolo a Collemaggio, presto il progetto”

Ieri le telecamere Rai hanno certificato dal vivo la difficoltà di un disabile che stava tentando di entrare per visitare la basilica.


L’AQUILA. Nelle prossime settimane il Comune, di concerto con la Soprintendenza, definirà la tipologia di intervento da adottare per realizzare lo scivolo mobile per disabili all’ingresso della basilica di Collemaggio. Subito dopo sarà affidata la progettazione. Lo precisa il disability manager del Comune Chiara Santoro che garantisce «tempi il più possibile celeri» per risolvere una situazione che si trascina ormai dal dicembre 2017, quando la basilica è stata inaugurata dopo i lavori di ricostruzione e restauro. Ieri anche le telecamere del Tg3 Abruzzo sono andate sul posto per documentare insieme al rappresentante della rete delle organizzazioni per i disabili cittadine Massimo Prosperococco, l’impossibilità per un disabile in carrozzina di entrare dal portale principale e le difficoltà nel percorrere l’ingresso alternativo posto al lato della basilica, caratterizzato da pendenze e da una pavimentazione dissestata. Negli ultimi giorni sono state tante le manifestazioni di solidarietà giunte da cittadini e associazioni che hanno mostrato vicinanza a Prosperococco e ai disabili proponendo interventi e azioni concrete per realizzare lo scivolo. «In tanti mi hanno scritto offrendo il loro aiuto e di questo sono davvero felice – afferma. E’ giusto tuttavia che siano gli enti competenti ad occuparsene e noi confidiamo in questi ultimi perché crediamo che possano risolvere la situazione, come dichiarato da tutti. E’ sicuramente una situazione che non può più essere lasciata così. Questo è certo». E intanto anche il presidente provinciale dell’Aism Marco D’Ascenzo è intervenuto sull’argomento e in una nota ha espresso rammarico per una situazione ancora irrisolta a due anni dall’inaugurazione della basilica. «Nella miriade di problemi legati alla disabilità oggi parliamo ancora di gradini afferma – La tristezza non è legata al fatto che se ne parli per risolvere il problema. Risolvere un problema di dislivello, come quello di accesso alla basilica di Collemaggio, dovrebbero essere la banalità, la normalità. Eliminare quel tipo di barriera architettonica dovrebbe essere la consuetudine. Alla stregua di andarsi a prendere un caffè. Le leggi che prevedono l’abbattimento delle barriere architettoniche sul territorio italiano sono ormai datate. Quello che ancora non nasce è la mentalità legata al superamento dell’handicap. Non ho capito se per paura di riconoscere l’handicap o per disinteresse, fanno tristezza entrambe le alternative». «Riuscire a togliere queste limitazioni non è immediato perché richiede un cambiamento culturale aggiunge – Non è immediato ed è sicuramente impossibile se oggi parliamo così tanto di spianare due gradini. Recentemente si è creata un’intesa tra le associazioni di volontariato, gli Ordini tecnici e le istituzioni. Collaborazione che sta portando i suoi frutti e che deve essere alimentata costantemente».

di Marianna Galeota Il Messaggero del 10.01.2020

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