Quartiere 3: “La città è di tutti, non basta abbattere le barriere architettoniche”

Quartiere 3: “La città è di tutti, non basta abbattere le barriere architettoniche”

Ciclo di incontri organizzato, come spiega la presidentessa Serena Perini “per una battaglia culturale a favore dell’inclusività”

C’è sempre qualcuno che rimane indietro, per un gradino troppo alto, per un ostacolo che in città impedisce a tutti di passare o anche soltanto per una comunicazione che transita da appuntamenti online (soprattutto in questi tempi di Covid). Il Quartiere 3 di Firenze si è fatto promotore di un cambiamento culturale rispetto alla disabilità anche nell’organizzazione degli incontri, non soltanto eliminando le barriere architettoniche urbane, ma organizzando proprio su questi temi un ciclo di conferenze.

La presidentessa del Quartiere 3 Serena Perini spiega che il progetto è stato realizzato grazie alla rete di solidarietà del Quartiere 3, insieme al Q3: “Un evento accessibile ai non udenti deve avere un interprete della lingua dei segni. Per un non vedente c’è bisogno di qualcuno che descriva ciò che avviene e nel caso di un ragazzo autistico, bisogna pensare a uno spazio e a un modo dedicato. Succede che a volte ci siano persone che non sanno come comunicare con una persona sorda e questo crea distanza emotiva, isolamento ed esclusione. Ecco noi vogliamo evitare che questo accada”. Da qui il bisogno del quartiere di offrire informazioni e suggerire strumenti. Il primo evento online del 15 aprile era dedicato alla sordità con due relatori sordi. “È stato difficile. Lo abbiamo organizzato su Teams, ma era fondamentale che i due relatori vedessero sempre il traduttore della lingua dei segni. Però così non succedeva perchè chi parlava passava in primo piano impedendo la vista del traduttore. È stato molto difficile e lo abbiamo sperimentato in prima persona facendo tesoro dell’insegnamento: ad un certo punto è caduto il collegamento col traduttore, ma nessuno riusciva a comunicarlo ai relatori”.

Il prossimo incontro sarà incentrato sulla disabilità motoria e si terrà il 22 aprile, mentre quello del 6 maggio sarà dedicato al disagio psichico e il 13 maggio sulla disabilità visiva. Il Quartiere 3 ha invitato per i prossimi appuntamenti anche i presidenti degli altri Quartieri.

“Questo è un piccolo tassello che stiamo cercando di mettere – prosegue la presidente del Q3 . Chiediamo che si rifletta a livello cittaino sul tema dell’accessibilità. Proporremo delle modalità da applicare agli eventi. Se un’associazione culturale chiede la collaborazione del Comune, per esempio, sarà invitata a rendere accessibile l’evento anche a chi ha delle disabilità. Così faremo con le iniziative proposte dai Quartieri. Per fare questo dovremo superare alcune questioni burocratiche. Un’altra ipotesi sarà quella di aggiungere punteggi ai bandi alle associazioni che rendano gli eventi o parte degli eventi accessibili a chi ha delle disabilità. Il ciclo di incontri è stato lanciato per prendere consapevolezza su quanto sia escludente in merito a certe disabilità il nostro modo di fare cultura, sport ed eventi. Gli stessi relatori ci hanno esortato a lanciarci in tal senso”.

Da La Repubblica 19/4/2021

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