Monteverde paese accessibile, l’opposizione tuona: “Il progetto è un eterno cantiere”

Monteverde paese accessibile, l’opposizione tuona: “Il progetto è un eterno cantiere”

Antonio Pizza, capogruppo della minoranza consiliare del comune irpino, ha segnalato alla nostra redazione alcune incongruenze sul progetto “Un Paese Accessibile”

Rome view (left column of Septimius Severus)

In un recente articolo, vi avevamo parlato del progetto “Un Paese Accessibile“, promosso dall’amministrazione comunale di Monteverde e riguardante l’installazione, nel borgo irpino, di percorsi appositamente realizzati per rendere il paese più facilmente fruibile a persone affette da disabilità.

Il capogruppo della minoranza comunale di Monteverde, Antonio Pizza, già sindaco fino al 2004, ha segnalato alla redazione di Avellino Today alcune incongruenze sul progetto e sulla sua attuazione.

Dal 19 agosto 2015 a oggi sono passati quasi sei anni e tutto è un eterno cantiere. Nonostante non ci hanno mai resi partecipi di questo progetto, non abbiamo mai recriminato su nulla, nemmeno sulla modalità di gara per l’assegnazione dei lavori. Un lavoro, il cui capitolo di spesa ammonta a 2.730.000 euro, non si affida con un ribasso dell’ 1.60-1.70 %: le ditte partecipanti sono pochissime“.

Quindi, allo stato attuale, non vi è ancora nulla di concreto riguardante il progetto.

Hanno smembrato una collina, Serro della Croce: una collina che sarebbe dovuta essere attenzionata dalla sovrintendenza. Esisteva già un percorso in questa località, bastava semplicemente ampliarlo e avrebbe prodotto maggiori effetti e più fruibilità. Hanno realizzato dei sentieri che l’amministrazione comunale fa passare per fruibili, anche per persone affette da disabilità, affinché possano godere di un panorama e di un paesaggio che essi stessi hanno smembrato. Hanno cancellato una viabilità che portava su un altro colle, realizzando percorsi che anche in questo caso, a mio avviso, sono inaccessibili ai diversamente abili. Quello che vi era prima era già molto bello. Non ci siamo mai opposti a tutto questo, in ragione di quel senso di comunità che ci ha sempre caratterizzati. Abbiamo soltanto assistito – e di questo me ne pento anche – allo scempio compiuto su un territorio e su un paesaggio che, prima, era molto bello. Hanno rovinato la pavimentazione in pietra che noi avevamo realizzato nelle amministrazioni precedenti, agevolando l’accesso al borgo medievale. All’interno di questa pavimentazione in pietra, hanno allestito un nastro nero, tutto da rifare perché è completamente rovinato e non protetto da apposite ringhiere o da un minimo di vegetazione. Non hanno ancora collegato i dispositivi Bluetooth che dovrebbero guidare gli ipovedenti nel sentiero. I percorsi attualmente presenti, in sostanza, non prevedono l’abbattimento delle barriere architettoniche. Questi errori sono iniziati dal 19 agosto 2015, data a partire dalla quale l’amministrazione aveva 300 giorni di tempo per la consegna dei lavori. A tutto questo, noi abbiamo chiesto, dal 3 febbraio 2016 al 15 luglio 2020,  l’evasione a tutte le richieste avanzate rispetto a periodi di sospensione, ripresa e qualità dei lavori, nonché verbali di consegna da una direzione di lavori all’altra direzione che, secondo la maggioranza, si era aggiudicata la gara. Non solo la maggioranza non ci ha mai risposto in maniera pertinente: a qualcuna di queste nostre richieste ci hanno anche risposto, con molta ironia, di venire al comune e di chiedere le copie dei documenti che ci servivano. Recentemente, ho chiesto al comune di essere notiziato riguardo a un taglio di alberi secolari, vincolati dalla sovrintendenza e tutelati da una norma nazionale, soprattutto nell’area del cimitero. Non sappiamo che fine hanno fatto“.

E anche sulla questione alloggi, è tutto ancora in itinere?

Sì. Gli alloggi sono ancora in itinere, e non so quando saranno pronti. L’amministrazione aveva indicato nel 31 dicembre il termine ultimo, probabilmente vi è qualche scadenza. Tra l’altro, tali alloggi dovrebbero essere predisposti per ospitare al massimo 20 persone per mese. Si tratta, ovviamente, di numeri ballerini, che noi non abbiamo potuto constatare con carte alla mano. Trentaquattro camere in un borgo come quello di Monteverde non ci potrebbero mai essere: se ci fossero tutte queste camere, non ci potrebbero essere spazi per la mensa, aree dedicate alla socializzazione e tutto ciò legato a spazi in comune e non ad alloggi veri e propri. Anche se il cantiere è ancora chiuso, avendo svolto il ruolo di sindaco in passato, so quanto sia grande quello spazio. Quello che mi chiedo è: quanto costerebbe utilizzare uno spazio del genere esclusivamente per scopi turistici? Può essere rivalutato per 3-4 mesi al massimo. E gli altri spazi vuoti? Come fai a manutenerli? Tutti questi interrogativi sorgono in un paese dove la popolazione sta diminuendo sempre più, siamo al di sotto dei 700 abitanti. Io mi auguro che tutte queste nostre preoccupazioni possano cadere nel vuoto e che magari possano aiutare a far progredire la vita di questo paese, ma non penso che accadrà. Prima di parlare del futuro, bisognerebbe parlare del presente. E il presente è questo“.

Eppure, il Comune di Monteverde ha ottenuto importanti riconoscimenti in ambito europeo, tra i quali l’Access City Award nel 2019.

Ho fatto il sindaco per quattordici anni. Abbiamo ereditato un comune fatiscente e lo abbiamo consegnato all’attuale amministrazione come secondo borgo più bello d’Italia, il che significa che il nostro lavoro tendeva ad andare verso un futuro teso alla fruizione del paese nei mesi estivi e verso un indotto economico non indifferente per la nostra piccola realtà. Tutte le idee che si potevano includere all’interno di questo paniere erano buone e quella del percorso accessibile era, sicuramente un’idea buona. Tuttavia, nel momento in cui si sfrutta quest’idea soltanto per ottenere questi premi, in un periodo in cui i turisti ormai non vengono più nel nostro borgo, perché trovano sporcizia o mancata manutenzione, si vende un prodotto che non è reale, ossia si svende e si brucia quello stesso prodotto. Le cose andavano fatte con gradualità, senza esaltazioni particolari. Se questo progetto venisse completato effettivamente, potrebbe anche essere riallacciato a un altro percorso. Mi spiego meglio. Attualmente, anche alla scuola di Monteverde non sono state abbattute le barriere architettoniche, non vi è un ascensore. Se c’è qualche bambino diversamente abile, non ha la possibilità di salire le scale, a meno che non venga portato in braccio. Allo stato attuale, è in corso di realizzazione una rampa e mi auguro che possa essere utilizzata per tale scopo. Per il resto, tutti i negozi e gli spazi pubblici, a eccezione dell’ufficio postale che è l’unico a essere predisposto in tal senso, non hanno un minimo di rispetto in termini di barriere architettoniche. E’ un paese accessibile, soltanto sulla carta“.

Di conseguenza, anche i riconoscimenti ottenuti si riferiscono a idee o progetti, e non a elementi concreti?

Mi auguro che sia così. Se i progetti sono stati valutati sulla base delle idee, i riconoscimenti ottenuti ci possono anche stare: per noi, il progetto è buono, in termini di idee. Ma in termini di realizzato? Questo è un paese che ha vissuto alti e bassi: a un periodo in cui venivano pagate opere pubbliche, mai più realizzate, ha fatto seguito un altro periodo in cui siamo riusciti a mettere i piedi per terra con la mia amministrazione. Questo è un paese che necessiterebbe di manutenzione, pulizia e legalità, intesa come trasparenza. Per fortuna, abbiamo ancora la capacità di scindere l’idea progettuale dalla realizzazione materiale dell’opera e, a dimostrazione di ciò, vi sono tutti gli atti posti da noi in essere. L’idea, noi della minoranza, non l’abbiamo mai disprezzata, bensì abbiamo cercato soltanto di verificare fin dove arrivasse e sono sei anni che ci stiamo provando, con il rischio che, nel frattempo, l’idea naufraghi e che le tecnologie previste possano essere superate. Se sono sei anni che l’amministrazione non riesce a portare a termine il progetto e ha i circa 5 milioni di euro per farlo, perché comunica questi dati e non ci informa, invece dei ritardi? Perché si continua ancora a perseverare sui soliti sbagli? Si può convocare almeno una commissione di verifica per dare visione alla comunità di quanto è stato fatto? Qui, ormai, si rifiuta tutto: il dialogo, il confronto, la richiesta di chiarimenti. Hanno la maggioranza numerica per propagandare e far passare tutto quello che vogliono, in modo da avere anche più credibilità, e allora perché si sottraggono al confronto con una minoranza?”.

Da Avellino Today 17/12/2020

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