“Liberi di vivere come tutti”. Ecco il Festival delle Abilità

“Liberi di vivere come tutti”. Ecco il Festival delle Abilità

C’è Simona Atzori, che senza le braccia riesce a sublimare la danza e dipingere magnificamente. E Felice Tagliaferri, che senza vedere rende la scultura immortale. E si potrà scoprire uno yoga davvero per tutti con Gianpiero Carezzato. Poi la voce e la corporeità di Antonio Giuseppe Malafarina e Lella Costa faranno entrare nel mondo della poesia. E ancora Anusc Castiglioni e il Teatro delle Ombre mostreranno come il teatro possa e debba essere per tutti. Quello che accadrà con la musica grazie all’orchestra Allegro Moderato, nella sua versione più leggera In Band, e a Castrum con proposte etno popolari. O Montessori e Brandao, che sanno raccontare attraverso il teatro il mondo anche ai più piccoli. E si potrebbe andare avanti, perché non ci si ferma qui, fra “arte, musica e poesie”

Il “Festival delle Abilità” che fra il pomeriggio di sabato e la serata di domenica animerà Milano sarà questo e molto d’altro. Con quel motto che Franco Bomprezzi, divulgatore principe delle abilità in qualunque condizione, amava: “Liberi di vivere come tutti”. Perché poi è questo il senso. Il mondo è pieno di condizioni differenti. La cultura delle abilità parte proprio dalla cultura delle diversità. Ecco quindi riuniti artisti, musicisti, performer con e senza disabilità che attraverso i loro talenti sapranno regalare (nel vero senso della parola, ogni spettacolo ed evento è gratuito e accessibile) uno sguardo sul mondo che parte dalle abilità, in ogni condizione. “Siamo partiti circa due anni e mezzo fa con una prima edizione dove abbiamo cercato di capire quali potessero essere le potenzialità di un evento di questo tipo. Abbiamo fatto una bella strada”: Simone Fanti, giornalista (fra i fondatori anche di questo blog), venne coinvolto in questa idea da Francesco Caprini. Con lui a organizzare ci sono due colonne non solo a Milano delle riflessioni e delle azioni sulla disabilità e ciò che ci sta intorno come Antonio Giuseppe Malafarina, che definire come giornalista, quale è, certamente è riduttivo, e Martina Gerosa, animatrice instancabile di eventi legati all’inclusione e capace come poche di fare rete. Quell’idea è diventata “un’iniziativa volta all’inclusione delle fragilità sociali attraverso la valorizzazione dei talenti delle persone”. La Fondazione Mantovani Castorina fa da capofila ed è arrivata la Medaglia della Presidenza della Repubblica.

Perché poi “I limiti sono negli occhi di chi guarda” (titolo di una delle performance di Simona Atzori) e  “Guarda! Vedo con le mani” (uno dei laboratori di Felice Tagliaferri). Senza prescindere dalle “Parole buone” di Sergio Astori e Ilaria Sabatini, che da tempo portano avanti questo progetto grazie al Pio Istituto dei Sordi di Milano, partner del Festival in questo e altri eventi, come il Teatro del Silenzio, che Serena Crocco propone in giro per l’Italia. Insomma, c’è tanto da fare e vedere e gustare per scoprire o riscoprire un mondo per tutti.

Il luogo è quello del Parco Biblioteca di Chiesa Rossa in via S. Domenico Savio a Milano (informazioni attraverso sito e social del Festival: http://festivalabilita.org/ ; https://www.facebook.com/FestivalDelleAbilita/ ; https://www.instagram.com/festivalabilita/). E qui ci sono dettagli che alla fine non sono proprio tali: tutti gli spettacoli saranno gratuiti e resi accessibili attraverso servizio di interpretariato nella lingua dei segni; vi sarà poi un servizio di trascrizione automatica (anche in questo caso grazie al sostegno della Fondazione Pio Istituto dei Sordi); è consigliata la prenotazione ai laboratori inviando una mail all’indirizzo c.bibliochiesarossa@comune.milano.it ; all’interno del Parco sono previsti punti di ristoro siciliani e il bar Micrò in cui poter fare un “aperitivo” con gli amici e gli artisti; durante il Festival sarà possibile acquistare libri a tema disabilità (ma non solo) solo grazie al contributo di Librisottocasa

 Da InVisibili Blog di Claudio Arrigoni 18 settembre 2020

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