Lettera aperta alla ATM di Milano

Lettera aperta alla ATM di Milano

Incuriosire.it, come potete constatare si occupa di cultura, società, arte, storia e quant’altro con un occhio riguardo all’accessibilità. Oggi è nostra intenzione scrivere una lettera aperta alla Azienda Trasporti Milanesi (ATM)

Il Tram è uno straordinario mezzo di trasporto pubblico che permette di raggiungere praticamente ogni punto della città; è un mezzo non inquinante perché elettrico, è un mezzo che permette di vedere dall’esterno la città. Si potrebbe dire anche un mezzo delle belle époque. Si vede in qualsiasi film girato in questa bellissima città.

Il problema è che Milano è città metropolitana europea e dovrebbe essere aperta a tutti. La maggior parte dei questi mezzi esclude una buona parte di popolazione per la loro concezione antica di progettazione. In particolare il modello denominato “ventotto”, realizzato tra gli anni 1928 e 1930 ospitano ancora oggi molte linee; ovviamente con gli ammodernamenti elettrici a partire dai pantografi, in origine a stelo, per garantire il contatto con la linea elettrica.

Oggi nel 2021, anno in cui scriviamo questa lettera, vediamo circolare ancora orgogliosamente questi veicoli tramviari; a quasi 100 anni da loro introduzione sulle linee. Per gli amanti della città di Milano questi mezzi fanno parte della storia della città e della vita della città capoluogo lombarda; per i cittadini, gli utenti che ogni giorno sono costretti a prendere il “ventotto” o il cosiddetto “Jumbo” (Serie 4900) degli anni ’80, realizzati precisamente tra il 1976 e 1978, costituiscono un grave disagio salirci. Una persona anziana, una persona con il passeggino, una persona con le borse della spesa salire su questi tram equivale a scalare l’Everest per un escursionista. Una persona con disabilità in carrozzina è letteralmente impossibilitato, di conseguenza escluso dal poter fare una tratta che converrebbe.

I curatori di Incuriosire.it hanno viaggiato parecchio e si sono resi conto che realizzare mezzi senza barriere architettoniche, con pianali ribassati, o con ausili particolari che possano agevolare la salita o la discesa dal mezzo pubblico è possibile. Perfino gli Eurocity SBB di ultima generazione non hanno scalini per l’accesso, non occorre nemmeno l’apposito carrello elevatore per l’accesso al treno.

Sappiamo che costruire ed acquistare nuovi tram senza barriere è dispendioso, ma se si desidera una città aperta ed inclusiva, occorre investire in nuovi mezzi di trasporto pubblico ed abbandonare con gradualità quelli anacronistici di 100 anni e di 50 anni fa.

Perché ricordiamoci sempre il vecchio detto: Milan l’è semper un gran Milan. E una Milano del futuro non può guardare ai nostalgici tram “ventotto”.

Grazie per l’attenzione.

Foto tratte da Wikipedia

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