Lamezia, città non a misura di disabili tra ostacoli, scale e barriere: report dal centro alla periferia

Lamezia, città non a misura di disabili tra ostacoli, scale e barriere: report dal centro alla periferia

Lamezia Terme – Sta per concludersi positivamente la questione sulla mancanza di accessibilità ai diversamente abili della stazione ferroviaria Terme Centrale. Questo della stazione, è per Lamezia forse il caso più eclatante di struttura pubblica con accessibilità limitata, ma non certo un caso isolato. Nonostante la normativa sulle barriere architettoniche sia in vigore dal lontano 1986, l’accesso a edifici pubblici e privati è molto spesso impossibile per coloro che sono affetti da disabilità sia motorie che sensoriali.

Indagando sulle problematiche presenti sul nostro territorio, non è difficile riscontrare in merito qualche contraddizione che risalta immediatamente all’occhio: tanto per cominciare, l’ufficio dedicato ai servizi per le Politiche Sociali del Comune di Lamezia è ubicato al secondo piano in un edificio storico, su corso Numistrano, privo di ascensore, privo di qualsivoglia supporto che agevoli l’utenza dei disabili. Nonostante le numerose richieste per il trasloco dell’ufficio in un luogo più consono, sollevate dalle varie associazioni di categoria, lo sportello non ha mai cambiato ubicazione. Provando a fare una passeggiata per le vie del centro sarà possibile notare che nonostante i lavori fatti di recente per eliminare alcune barriere architettoniche, mancano i requisiti minimi per un sistema di mobilità adatto a tutti.

“Alcuni scivoli costruiti sui marciapiedi del Corso sono molto ripidi e più pericolosi degli scalini stessi per chi si muove in carrozzina, la maggior parte di questi termina con un piccolo scalino” ha spiegato Nunzia Coppedè, fondatrice della Comunità Progetto Sud e presidente regionale della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Interpellata sull’argomento della mobilità dice che sarebbe quasi tutto da ripensare. Anche una semplice uscita per fare spese, per chi come lei si sposta in sedia a rotelle, può diventare davvero problematica: un solo negozio in tutto il corso, ad esempio è dotato di pedana. L’unica alternativa dunque in questo caso è il centro commerciale. Essendo un edificio di recente costruzione è dotato di rampe, ascensori ed ampi spazi per muoversi, carente, però, di qualsiasi dispositivo di supporto per disabili sensoriali.

Inesistenti sui marciapiedi di tutta la città mappe tattilo-plantari per agevolare la mobilità di ciechi ed ipovedenti. Manca un adeguato numero di scivoli (sarebbe auspicabile averne uno ogni 200 metri) per consentire in più punti la possibilità di discesa dal marciapiede a chiunque abbia un supporto a rotelle. Sarebbe desiderabile inoltre che le strisce pedonali corrispondessero ai suddetti scivoli per tutelare l’attraversamento.

L’aeroporto è l’unico edificio in città accessibile al 100%

Se ci si posta in periferia non va per niente meglio: i marciapiedi sono quasi sempre resi inagibili per l’erba incolta e le radici degli alberi che fuoriescono dalla pavimentazione. Ma se molti passi in avanti sono stati fatti e numerosi edifici come i teatri, la biblioteca, il museo archeologico, il centro commerciale, il Chiostro di San Domenico, alcune chiese, gli stadi, la piscina comunale, sono stati in parte adeguati, tanti step ancora devono essere fatti per consentire l’accesso indiscriminato ai servizi primari. Si può affermare che l’unico edificio in città accessibile al 100%, per il momento sia l’aeroporto. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, ad esempio, ci sono stati dei tentativi di ammodernamento non efficaci in toto. Gli autobus, infatti, sono dotati di pedane che atterrano però nel vuoto. Un intervento urgente sarebbe quello di adeguare le fermate con un rialzo per agevolare la salita. I nuovi autobus urbani sono dotati perfino di software parlanti, che rimangono quasi sempre disattivati e dunque inefficienti. Disattivato il servizio navetta che permetteva, su chiamata, lo spostamento sul territorio dei diversamente abili. Difficile districarsi anche in ospedale, dove i posti auto dedicati ai disabili sono solo una decina circa e andrebbero implementati perché quelli già esistenti risultano sempre occupati. Assenti completamente le mappe tattili: è impossibile, ad esempio, per un cieco o un ipovedente usufruire dei servizi sanitari in piena autonomia. E non solo.

Assenti i semafori sonori e percorsi tattilo-plantari

Mai progettati per Lamezia semafori sonori, percorsi di orientamento tattilo-plantari e segnaletiche dotate di colori e luci distinguibili dagli ipovedenti. A questo proposito, una chiacchierata con Luciana Loprete, Presidente del’UICI (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti) di Catanzaro ha aiutato ad entrare meglio nel merito della questione: “La disabilità viene spesso stigmatizzata dalle stesse famiglie dei disabili, perciò ritengo fondamentale attuare di continuo campagne di sensibilizzazione. La nostra organizzazione promuove corsi di mobilità ed orientamento per insegnare a ciechi ed ipovedenti ad usare al meglio gli strumenti e le tecniche per poter essere indipendenti il più possibile”. Poi a proposito dell’adeguamento della stazione si è detta pronta e disponibile ad una collaborazione pratica con gli enti preposti, perché i lavori vengano svolti al meglio.

Anche Francesco Scalise, vicepresidente provinciale ENS (Ente Nazionale Sordi), ha spiegato quali siano le difficoltà a cui vanno incontro quotidianamente le persone con deficit uditivi: “I principali impedimenti sono legati principalmente alle barriere della comunicazione. Abbattere i limiti comunicativi tra sordi ed udenti si può – ha spiegato – esiste un progetto chiamato Comunic@Ens, adottato già da alcuni comuni in Italia per rendere accessibili tutti i servizi pubblici. Consiste nel videochiamare in diretta, tramite una app, degli interpreti a disposizione dell’utente h24, che comunicano in lingua dei segni”.

Da Il Lametino-5 ore fa

admin

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