La nuova Agenda Europea sulla disabilità, la pandemia e i vaccini

La nuova Agenda Europea sulla disabilità, la pandemia e i vaccini

«L’Agenda Europea sui Diritti delle Persone con Disabilità 2020-2030 non potrà non considerare gli effetti della pandemia. Quanto accaduto quest’anno, infatti, ha acuito i limiti di politiche, comportamenti collettivi e individuali, “mordendo” specie le persone con disabilità che vivono nelle strutture segreganti. Bisogna tenere conto di tutto ciò, partendo da un accesso prioritario alle vaccinazioni per le persone con disabilità»: lo si è detto durante la conferenza stampa promossa dal CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), per la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità

«La nuova Strategia Europea non potrà non considerare gli effetti della pandemia. Quanto accaduto quest’anno, infatti, ha acuito i limiti di politiche, comportamenti collettivi e individuali, “mordendo” soprattutto le persone con disabilità che vivono nelle strutture segreganti. È certamente il caso che la nuova Strategia tenga conto di tutto ciò, a partire dai piani vaccinali»: lo ha dichiarato Pietro Barbieri, presidente del Gruppo di Studio sui Diritti delle Persone con Disabilità nel CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), durante la conferenza stampa online promossa in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità dallo stesso CESE, fondamentale organo consultivo della Commissione Europea (si legga sulle nostre pagine anche la presentazione dell’incontro).
La “Strategia Europea” cui fa riferimento Barbieri si chiamerà in realtà Agenda Europea sui Diritti delle Persone con Disabilità 2020-2030 (European Disability Rights Agenda), come avevamo spiegato qualche tempo fa, verrà definita nei prossimi mesi dall’Unione Europea e resa pubblica nel 2021.
Su di essa, la richiesta unanime è stata quella di attivare in ogni Direzione Generale della Commissione e del Consiglio Europeo un Focal Point, ovvero una struttura di coordinamento, che determini la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni àmbito della vita, scongiurando per il futuro il ritorno alla segregazione e all’abbandono. «Solo questo – si è dichiarato  – potrà essere il vero asse portante di un’efficiente politica europea, concretamente percepita dai cittadini e dalle cittadine con disabilità».

In generale, tutti i partecipanti alla conferenza stampa, da Barbieri a Sinéad Burke, avvocato irlandese, direttore di Tilting the Lens, organizzazione che lavora per accelerare il cambiamento nella percezione e nel trattamento delle persone con disabilità in àmbito soprattutto di istruzione e design; da Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità a Krzysztof Pater, membro del CESE e relatore del rapporto La realtà del diritto di voto delle persone con disabilità alle Elezioni del Parlamento Europeo (se ne legga ampiamente anche sulle nostre pagine), hanno denunciato come «il contesto della pandemia abbia reso i diritti delle persone fragili ancora più intangibili, provocando sofferenze e decessi specie nelle residenze protette».
Ricordando inoltre che in Europa sono tuttora circa un milione le persone con disabilità che vivono in strutture segreganti, si è convenuto sull’urgenza di «scongiurare la deriva di ghettizzazione e abbandono che si sta diffondendo nuovamente in Europa a causa del Covid».

Dal canto suo, Vardakastanis ha innanzitutto sottolineato l’azione svolta già a fine ottobre dal Forum Europeo sulla Disabilità, consistente in una lettera aperta inviata a tutte le Istituzioni continentali, chiedendo in primo luogo «di includere le persone con disabilità e le organizzazioni che le rappresentano nella pianificazione delle strategie di vaccinazione», fornendo loro, così come alla loro rete di sostegno «un accesso prioritario a vaccinazioni sicure, affidabili e gratuite, quando saranno disponibili».
Nel ribadire tale richiesta, il Presidente dell’EDF ha anche sottolineato che al momento, purtroppo, «in nessun Paese dell’Unione, né in alcuna sede istituzionale comunitaria è stato presentato un protocollo dove si sottoscriva che le persone con disabilità debbano avere la priorità ad accedere ai vaccini».
Su tale tema va segnalata tra l’altro, a livello nazionale, la recente istanza delle Federazioni FISH e FAND, che in un messaggio diretto al Ministro della Salute Speranza, hanno chiesto «garanzie per l’accesso prioritario ai vaccini da parte delle persone con disabilità e di persone con quadri clinici di particolare rischio».

Forte preoccupazione, infine, è stata espressa rispetto al tema del lavoro, evidenziando il dato che i primi licenziamenti causati dalla pandemia sono stati proprio a discapito delle persone con disabilità, nonché di donne caregiver, che si occupano costantemente di persone con disabilità, figli e anziani.

Da Superando 10/12/2020

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