Insalata e pomodori «Il verde è per tutti» nell’orto senza barriere

Insalata e pomodori «Il verde è per tutti» nell’orto senza barriere

Viali accessibili tra pomodori e lattuga per chi è in carrozzina, vasche agevolate per raccogliere legumi, percorsi protetti: a Lodi nasce il primo orto «a misura di disabile».

Un progetto innovativo di «ortoterapia» che coinvolge due realtà associative come il Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo e il Mosaico Servizi. Al centro dell’iniziativa, l’orto sociale creato due anni fa alla periferia della città: un angolo in cui borse lavoro e volontari selezionati fra ex tossicodipendenti, senzatetto e migranti si dedicano a seminare e raccogliere barbabietole, finocchi, pomodori e insalata da destinare alle tavole delle famiglie in difficoltà attraverso il Centro di raccolta solidale per il diritto al cibo. Presto agli orticoltori di SanFereOrto (il nome della struttura) si aggiungeranno venti disabili fisici e psichici. Il progetto, ventimila euro di cui la metà messi a disposizione da Fondazione Comunitaria di Lodi e circa 4.500 da raccogliere tramite donazioni, si chiama «Il verde per tutti» e consiste nella realizzazione di accessi agevolati e camminamenti fra i filari larghi un metro e mezzo e quattro vasche rialzate per aiutare nella coltivazione chi ha difficoltà a chinarsi sul terreno. «Si tratta di un grosso intervento di eliminazione delle barriere architettoniche in un orto — spiega Federica Pompei, responsabile del progetto –. I disabili selezioneranno loro stessi insieme a un educatore le colture e si dedicheranno poi alla raccolta». Ortoterapia, immersione totale nella natura e nessuna barriera fisica. I camminamenti sono pronti, le vasche seguiranno a breve, infine l’arrivo dei primi agricoltori «speciali», da novembre.

di Francesco Gastaldi dal Corriere della Sera del 06/10/2020

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