Il primo strumento per rilevare i terremoti

Il primo strumento per rilevare i terremoti

Il primo sismoscopio di Zhang Heng, inventato in Cina nel 132 d.C. durante la dinastia Han. Sebbene tecnicamente fosse un sismoscopio (rilevava la scossa senza registrarne l’intensità nel tempo), è considerato l’antenato del moderno sismografo. 

Ecco alcune curiosità su questo storico dispositivo:

  • Design a draghi e rospi: Lo strumento era un grande vaso di bronzo (circa 2 metri di diametro) con otto teste di drago orientate verso i punti cardinali. Ogni drago teneva in bocca una sfera di bronzo, mentre alla base c’erano otto rospi con la bocca aperta.
  • Funzionamento a pendolo: All’interno del vaso era sospeso un pendolo centrale. In caso di scossa, il pendolo oscillava facendo cadere la sfera dal drago corrispondente alla direzione del sisma direttamente nella bocca del rospo sottostante, producendo un forte suono metallico.
  • Precisione incredibile: Nel 138 d.C., lo strumento indicò un terremoto a ovest della capitale Luoyang. Inizialmente nessuno percepì nulla e lo strumento fu deriso, ma pochi giorni dopo arrivò un messaggero che confermò un violento sisma avvenuto a circa 600 km di distanza nella direzione indicata.
  • Anticipo storico: Questa invenzione precedette di circa 1700 anni i primi sismografi moderni sviluppati in Europa nel XIX secolo. Il primo sismografo elettromagnetico fu realizzato solo nel 1856 dal fisico italiano Luigi Palmieri.
  • Significato spirituale: All’epoca i terremoti erano interpretati come segnali di dissenso celeste verso l’imperatore; lo strumento serviva quindi anche come “allerta” politica per la corte imperiale. 

https://it.wikipedia.org/wiki/Zhang_Heng

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