Il Comune “manca” i fondi anti-barriere «Occasione persa»

Il Comune “manca” i fondi anti-barriere «Occasione persa»

Palazzo Trissino è uno dei pochi enti locali del Veneto a non aver partecipato al bando che concedeva fondi per realizzare opere con priorità alle persone disabili.

C’è il Comune di Castelgomberto che ha ottenuto 21.696 euro per la «realizzazione di un marciapiede e di un tunnel retraibile negli impianti sportivi per l’abbattimento delle barriere architettoniche». C’è Grumolo delle Abbadesse che ne ha conquistati 23.852 euro per il «rinnovo della recinzione del campo da calcio». C’è l’amministrazione di Valdagno che ha messo in saccoccia 27.518 euro per «interventi di eliminazione delle barriere architettoniche lungo i marciapiedi del centro». C’è Bressanvido che di euro ne ha avrà 36.731 per «l’installazione di un’ascensore nella sede municipale (villa Girardi)». E c’è Val Liona che addirittura si è assicurato un finanziamento di 88.084 euro per «l’abbattimento di barriere architettoniche e l’adeguamento degli impianti in alcuni edifici scolastici di primo e secondo grado». Ce ne sarebbero altri nell’elenco stilato dalla Regione. Precisamente ce ne sarebbero 89 di Comuni vicentini che hanno partecipato al bando da 5 milioni pubblicato dalla giunta Zaia nel febbraio 2020 per «finanziamenti in conto capitale per la realizzazione di opere immediatamente cantierabili» (con priorità all’eliminazione di barriere architettoniche) «di competenza delle amministrazioni locali di importo fino a 200 mila euro». Ma tra questi Comuni non c’è Vicenza, che non figura né tra gli enti locali che hanno ottenuto il finanziamento (119) né tra quelli che hanno presentato domanda (409) tra i quali, appunto, quasi l’80 per cento delle amministrazioni del territorio berico. Una dimenticanza? Una scelta? Una decisione consapevole dato il periodo difficile? Per il Partito democratico semplicemente «un’occasione mancata che dimostra altresì una mancanza di progettazione. Essere uno dei pochi Comuni a non aver partecipato a quel bando non è una bella figura». Per comprendere la questione è necessario tornare allo scorso 21 febbraio quando la Regione decide di attivare un nuovo programma di finanziamento («Visto il riscontro consistente ottenuto in passato») per consentire alle amministrazioni comunali di finanziare opere pronte ma ferme per carenza di risorse. Sul piatto vengono messi 5 milioni e agli interessati viene chiesto di presentare domanda di finanziamento per lavori immediatamente cantierabili (che abbiano quindi alle spalle un piano di fattibilità tecnica ed economica) e la cui spesa stimata risulti non inferiore a 30 mila euro e non superiore a 200 mila. Tra le tipologie di opere ammissibili: rinnovo di spazi pubblici, impianti sportivi, abbattimento delle barriere architettoniche, rinnovo di edifici scolastici, prevenzione del rischio sismico e realizzazione di piste ciclabili. L’occasione è interessante. E lo dimostrano i numeri. Partecipano 409 Comuni su 563 del Veneto; e tra questi 89 della provincia di Vicenza, ma non Vicenza, unico capoluogo del Veneto (oltre a Venezia) a “mancare” il bando. «Inspiegabilmente – aggiunge Cristiano Spiller, consigliere del Pd – considerato che l’iniziativa della Regione rappresentava un’occasione importante anche alla luce del piano Peba per l’eliminazione delle barriere architettoniche che era stato da poco approvato dal consiglio comunale». Secondo il consigliere dem «così come accaduto con la recente variazione di bilancio ancora una volta è la dimostrazione che non ci sono progetti». Secondo l’amministrazione comunale non aver ottenuto i fondi non significa che «non siano svolti interventi di eliminazione di barriere architettoniche. Ogni volta che viene eseguito un lavoro si chiede di procedere in questo senso. L’attenzione è costante. Quei soldi avrebbero potuto implementare i lavori ma comunque non fanno la differenza rispetto a un piano che costantemente viene portato avanti». 

Da Il Giornale di Vicenza del 2/12/2020

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