I sette progetti del Politecnico di Milano: così la ricerca scientifica può lavorare per l’inclusione sociale

I sette progetti del Politecnico di Milano: così la ricerca scientifica può lavorare per l’inclusione sociale

“Sport e inclusione sociale” è il tema cardine del bando Polisocial Award 2019. Quest’anno il Politecnico di Milano ha messo a disposizione di sette progetti specifici la cifra di 570.000 euro dei propri fondi raccolti con il 5 per mille. Risorse preziose che verranno assegnate dall’ateneo direttamente ai programmi di ricerca dedicati a iniziative con forte impatto sociale. Ed è questo l’aspetto più importante da evidenziare con l’auspicio che possano svilupparsi tante altre iniziative simili.

Tra i vari destinatari di questi investimenti virtuosi a beneficiarne sono soprattutto persone con disabilità e donne e uomini socialmente fragili. I vincitori del premio in denaro sono diversi tra loro ma sono tutti accomunati dall’obiettivo di rendere concreto il miglioramento della qualità di vita delle persone, creando sinergie propositive tra il sapere tecnologico e l’eccellenza universitaria, affiancando l’impegno sociale al mondo della ricerca scientifica. E’ dal 2012 che il PoliMi ha avviato Polisocial, il suo programma di responsabilità sociale con l’intento di creare un network tra università e dinamiche dei cambiamenti della società.

Tra quelli che hanno ricevuto l’importante riconoscimento c’è GIFT – “enGIneering For sporT for all”.  «È animato dall’intento di realizzare nuove ortesi per permettere a bambini con difficoltà motoria di praticare attività sportive. In particolare, è rivolto a minori emiplegici, affetti da paralisi cerebrale infantile» dice a InVisibili la professoressa Manuela Galli, responsabile scientifico di GIFT.

Come nasce? L’idea scaturisce nel contesto di E4Sport (Exercise, Environment, Equipment, Engineering for Sport), laboratorio interdipartimentale del Politecnico di Milano sullo sport al quale afferiscono competenze in ambito Bioingegneristico, Meccanico, Chimico, Gestionale, Strutturale e di Design. «Trasferiamo le competenze maturate dalla multidisciplinarietà del laboratorio E4Sport a studenti minori con disabilità motoria. Tutti i partner coinvolti che hanno avuto un ruolo attivo nella stesura della proposta – aggiunge Galli – parteciperanno al progetto con le loro competenze tecniche, cliniche, sportive, educative, sociali e divulgative».  Altro aspetto positivo è che si tratta di un lavoro di squadra frutto della collaborazione di tanti enti e organizzazioni differenti che rende ancora più rilevante il progetto e replicabile anche in altri contesti. GIFT partirà ufficialmente il 2 marzo 2020.  Da sottolineare inoltre che le procedure e lo sviluppo di ortesi dedicate alla pratica sportiva per bambini emiplegici previste in GIFT potranno essere trasferite in altre patologie motorie oltre alla paralisi cerebrale infantile.

Quanti saranno i beneficiari? «Il progetto prevede il coinvolgimento al momento di 20 bambini con emiplegia di diversi istituti scolastici lombardi ai quali si vuole garantire un complessivo miglioramento della condizione di vita – risponde Galli – Il contatto con alcune associazioni locali è già avvenuto in quanto sono partner del progetto. Si procederà alla sensibilizzazione di insegnanti, compagni di scuola e famiglie per una migliore gestione ed inclusione del bambino. Inoltre, grazie all’Università Cattolica ci si pone l’obiettivo di aiutare i formatori nell’acquisizione di competenze specifiche e nella loro divulgazione a livello nazionale. Infine, le aziende ospedaliere e operanti nel settore e le associazioni sportive potranno acquisire nuove competenze e conoscenze per un ampliamento dell’offerta». Il progetto vuole fornire la possibilità ai bambini con disabilità di decidere se praticare sport e con chi praticarlo. Secondo Manuela Galli «questo è il primo tassello di un’ambizione più grande: far sì che tutti possano fare sport (Sport for all). Il nostro auspicio è che GIFT sia un dono per i bambini con disabilità».

Il team di ricerca è composto da professori del Politecnico di Milano, dottorandi e assegnisti di ricerca dei seguenti dipartimenti: Dip. di Elettronica Informazione e Bioingegneria (DEIB), Dip di Ingegneria Gestionale (DIG), Dip. di Meccanica (DMECC), Dip. di Design (DESIGN), Dip. di Ingegneria Civile e Ambientale (DICA) e Dip. di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica (CMIC). Secondo la responsabile scientifica «la multidisciplinarietà è stata uno dei fattori rilevanti per il successo della proposta». In questo contesto, il Laboratorio E4Sport è catalizzatore di diverse competenze a disposizione dello sport. Nel team di GIFT al momento non ci sono partner stranieri. L’età media del team è pari a 42 anni.

Presso il Politecnico è attivo il Multi Chance Poli Team. Si tratta di un servizio per studenti con disabilità e DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento). È un gruppo di lavoro composto da professionisti capaci di intervenire in ogni momento del percorso formativo, che si occupano di offrire supporto personalizzato e servizi tecnici e didattici a studenti con disabilità e DSA certificati (http://www.disabilita.polimi.it/). Gli studenti con disabilità in carico al servizio nell’Anno Accademico in corso sono 244, nel calcolo però non sono presenti anche gli alunni con DSA (Fonte: Relazioni Media PoliMi).

Ecco gli altri programmi premiati al Polisocial Award 2019 in ordine alfabetico.
ACCEPT è una parete d’arrampicata sensorizzata per la riabilitazione dei bambini.
ACTS utilizza il tema dello sport in carcere come strumento di reinserimento sociale.
FIVE of Olympics’ FLAG studierà le possibili implicazioni delle Olimpiadi invernali 2026 sulla città di Milano e sui cittadini, definendo degli indirizzi progettuali e operativi per il rafforzamento del valore sociale e territoriale del grande evento.
SPèS si focalizza sulla rigenerazione sociale, promozione della salute e inclusione urbana grazie alla riattivazione di una rete di infrastrutture sportive degli oratori milanesi.
TWIN vuole definire una metodologia teorico-operativa replicabile per rigenerare edifici in disuso dove la gestione di servizi destinati a chi pratica turismo sportivo itinerante è affidata a persone socialmente deboli.
UNPark è uno studio di fattibilità in più fasi che si prefigge l’obiettivo di trasformare gli spazi a parcheggio sotto il Cavalcavia Serra-Monte Ceneri in una piastra attrezzata per street sport e altre attività sociali.

Da Corriere della Sera-35 minuti fa

admin

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