
- Era un “fissato” del meteo: Goethe era ossessionato dalla meteorologia. Portava sempre con sé un barometro e fu uno dei primi a promuovere la classificazione delle nuvole di Luke Howard (cirri, cumuli, strati), dedicandogli persino dei componimenti poetici.
- Il viaggio in Italia sotto falso nome: Nel 1786 fuggì letteralmente da Weimar per visitare l’Italia. Per non essere riconosciuto e godersi il viaggio in libertà, utilizzò lo pseudonimo di Filippo Miller, presentandosi come un semplice pittore tedesco.
- Uno scienziato mancato: Considerava la sua opera scientifica più importante dei suoi capolavori letterari. Scrisse la Teoria dei Colori (in polemica con Newton) e scoprì l’esistenza dell’osso intermascellare nell’uomo, dimostrando la parentela tra esseri umani e animali.
- Paura dei rumori e amore per il vino: Non sopportava l’abbaiare dei cani e il rumore dei carri. In compenso, era un grande estimatore di vino: si dice che bevesse regolarmente due litri di vino della Franconia al giorno, rimanendo comunque incredibilmente produttivo.
- Il “colpo di fulmine” a 72 anni: In tarda età, si innamorò follemente della diciassettenne Ulrike von Levetzow. Arrivò a chiederla in sposa tramite il suo sovrano, il Granduca di Sassonia-Weimar-Eisenach, ma ricevette un rifiuto che gli ispirò la celebre Elegia di Marienbad.
- Ultime parole leggendarie: La tradizione vuole che le sue ultime parole sul letto di morte siano state “Mehr Licht!” (Più luce!). Alcuni storici sostengono però che stesse semplicemente chiedendo di aprire una finestra per vedere meglio.
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