E don Enzo apre la chiesa per le vaccinazioni

E don Enzo apre la chiesa per le vaccinazioni

A Mendicino, in provincia di Cosenza, la chiesa di San Pietro è stata trasformata in centro per le somministrazioni del siero anti-Covid, in collaborazione con i volontari della parrocchia. “Un modo per sentirci vicini alla comunità”, spiega il parroco

Una chiesa diventa anche “luogo di salute”. Siamo in Calabria, alle porte di Cosenza, nel centro presilano di Mendicino, circa 10mila abitanti. Qui, nella chiesa dedicata a San Pietro, sono iniziate le prime vaccinazioni per immunizzare i cittadini contro il Covid, cominciando più anziani del paese. «Sono felice e contento di iniziare questa battaglia», dice Luigi, 81 anni: «sono ancora più felice perché l’ho fatto in una chiesa sentendomi confortato dalla scienza e dalla fede». Una chiesa bella e da visitare quella di san Pietro anche dal punto di vista artistico, risalente al XVI secolo e dove ogni anno viene allestito un artistico presepe. Qui è custodita la Madonna delle Rose del Pascaletti e anche una reliquia di San Giuseppe Moscati che nel 1911 – 110 anni fa  – si mise a disposizione delle autorità locali a Napoli e sfidò il colera salvando centinaia di vite.

Quando nel centro silano si cercava un luogo idoneo per le vaccinazioni, il parroco, don Enzo Gabrieli, non si è tirato indietro e ha voluto rispondere subito pensando a questa chiesa che «non ha barriere architettoniche, ha un ampio parcheggio ed è vicina al Centro Caritas». I volontari, insieme a quelli dell’Onlus “Madonna del Rosario”, hanno allestito il luogo per dare un «segno di vicinanza alle istituzioni e ai bisogni del territorio in una regione difficile come la Calabria», dice don Gabrieli.che è anche referente della Protezione civile. Il tempio è stato ritenuto idoneo dall’autorità sanitaria di competenza: al suo interno ambienti riscaldati e anche un defibrillatore mentre il Comune, guidato dal sindaco Antonio Palermo,  ha acquistato il frigorifero per la conservazione dei vaccini a temperatura controllata, e i computer per le pratiche di registrazione e trasmissione dei dati al Ministero.  
«Sono venuta con le mie gambe, felice di sottopormi al vaccino», dice la novantaduenne Zaira dopo aver ricevuto la prima dose: «finalmente tra qualche settimana potrò cominciare a venire a Messa e ad abbracciare i miei nipoti e pronipoti. Non vedo l’ora».
Aria e clima di speranza per questo momento significativo per tutti accolto da un forte applauso e anche tanta commozione e gioia all’arrivo del furgone con a bordo i vaccini. Ad accoglierli le autorità cittadine insieme al parroco don Gabrieli e al suo vice don Rodolfo Bruschi. 

Una festa di paese che è anche “una festa di speranza” in questi giorni: tutti chiedono uno sforzo maggiore per il piano vaccinale. Ed esempi come questi sono un segno eloquente di una chiesa vicina alle persone. «A Mendicino stamattina abbiamo finalmente respirato l’aria fresca della speranza di un domani migliore», esulta il sindaco Palermo.

Da Famiglia Cristiana 9/3/2021

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