Disabili, la vittoria di Claudia: il Comune riapre il bando per il trasporto agli esclusi

Disabili, la vittoria di Claudia: il Comune riapre il bando per il trasporto agli esclusi

Trent’anni, affetta da atrofia muscolare, Claudia Bova è il volto della protesta della categoria. Ha vinto la sua battaglia, ma restano problemi legati alla nuova gestione del servizio.

ROMA. Un nuovo bando per gli esclusi. Il Campidoglio ammette l’ennesima falla nella riorganizzazione del trasporto indirizzato ai cittadini disabili della Capitale, ed emana un avviso pubblico suppletivo, indirizzato anche a chi, per cavilli burocratici, è rimasto fuori dall’ultima graduatoria. Tra loro Claudia Bova, 30 anni, affetta da atrofia muscolare spinale (Sma), costretta in casa da ottobre con la madre ad assisterla h24, perché per lei il servizio trasporto del Comune non è mai partito. Nella domanda di ammissione, non ha inserito il contrassegno per l’auto, il pass che spetta ai disabili che non deambulano, una novità richiesta nell’ultimo avviso.

Martedì scorso è stata ricevuta in Campidoglio dal presidente dell’Aula capitolina Marcello De Vito. A portarla, pagandole anche il taxi, il consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Figliomeni che ha seguito e raccontato la sua storia. “Non è stata invitata – spiega a RomaToday – siamo noi che l’abbiamo portata, è stato l’unico modo per sensibilizzare il Comune che nonostante conoscesse la situazione di Claudia non ha fatto nulla per venirle incontro”. Ora, finalmente, qualcosa si è smosso.

Gli utenti rimasti fuori potranno infatti presentare domanda, esattamente come per i nuovi richiedenti, entro le 12 del 17 gennaio 2020. Mentre, nelle more della nuova graduatoria, i gestori del servizio hanno garantito a Claudia che verrà accompagnata comunque, per permetterle almeno le visite mediche in ospedale. Una buona notizia, ma non è sufficiente. Il servizio, da quando è partito il nuovo appalto alla ditta Tundo spa, ha dato tanti, troppi, disservizi, ancora in parte da risolvere. Ecco in sintesi l’accaduto.

Per trent’anni ad accompagnare i disabili a visite ospedaliere, attività sociali, luoghi di lavoro, hanno pensato i taxi. Pagati dal Comune di Roma, che fissava preventivamente un budget per singolo utente elargito sulla base delle rendicontazioni di volta in volta fornite dal vettore operante, dal 1 ottobre non se ne occupano più. Gran parte delle cooperative Radio taxi non hanno partecipato alla manifestazione d’interesse pubblicata lo scorso giugno sull’albo pretorio, in aperta contrarietà alle nuove regole volute dal M5s e salutate come “rivoluzionarie” quasi un anno fa dal disability manager della sindaca Andrea Venuto.

Nuove regole e servizio bloccato.
Due i punti dibattuti del regolamento licenziamento con apposita delibera a dicembre 2018. Il primo: l’obbligo di installazione da parte dei tassisti di una app, la Speed Taxi, per la tracciabilità del percorso effettuato, con tanto di geolocalizzazione. Non che prima i percorsi non fossero verificabili, lo erano tramite una piattaforma gestita dalla cooperativa. Il Campidoglio però, in un’ottica anti furbetti, ha pensato a un nuovo applicativo da far gestire direttamente da Servizi per la Mobilità, così da aver accesso diretto e immediato alle tratte effettuate. Altra novità ha poi riguardato il sistema di tariffazione: non più prezzi a tempo, con il classico tassametro, ma tariffe fisse a chilometraggio stabilite dal Campidoglio. Ovviamente, per i taxi, meno conveniente.
Risultato? Se l’intento era quello di ampliare il mercato, di dare la possibilità a più operatori di iscriversi all’albo e quindi anche più scelta all’utenza, quella che è accaduto è l’esatto contrario.I taxi si sono tirati fuori dai giochi, è entrata invece la Tundo Spa, società che già effettuata il trasporto scolastico. Ma senza vetture sufficienti per tutti e con più pulmini (che spesso si ritrovano a caricare una persona sola) che auto individuali.

I passi indietro del Comune.
A fine ottobre il Campidoglio ha tentato di correre ai ripari per quanto possibile, prorogando l’installazione della app per la tracciabilità al 31 gennaio 2020. Fino ad allora si può procedere ognuno con il proprio sistema, nelle more di migliorie che, è la promessa, verranno studiate e apportate nel frattempo. Questo ha fatto sì che due coop rientrassero tra i partecipanti, la 6645 e Radiotaxi Ostia. Ma la prima opera con sole due auto provviste di pedana per disabili motori, e la seconda si muove per lo più sul litorale. Troppo poco.
“L’ultima macchina che ho chiamato della Tundo, non aveva la pedana” spiega a RomaToday Roberta Sibaud, del Comitato spontaneo di cittadini romani con disabilità. “I disservizi continuano, con il nuovo servizio sono stati fatti passi indietro giganteschi. Non si può più chiamare liberamente quando si ha bisogno, bisogna sempre prenotare il giorno prima”. A chiedere di cambiare il regolamento, cancellando l’obbligatorietà di installazione della app di tracciabilità e il tassametro il consigliere Figliomeni di Fratelli d’Italia. “Continuerò a batterci in aula perché i Cinque Stelle facciano un passo indietro. Si è peggiorato un servizio che funzionava colpendo le persone più fragili”.

di Ginevra Nozzoli da Roma Today del 05.12.2019

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