Ddl Olimpiadi invernali, Atp finals e scommesse, il dibattito alla Camera

Ddl Olimpiadi invernali, Atp finals e scommesse, il dibattito alla Camera

Nella seduta di oggi, 15 aprile, la Camera esamina il Ddl sulle Olimpiadi invernali e le finali Atp, con ovvie ripercussioni sul settore delle scommesse.

Dopo l’esame nelle commissioni competenti il disegno di legge “Conversione in legge del decreto-legge 11 marzo 2020, n. 16, recante disposizioni urgenti per l’organizzazione e lo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026 e delle finali Atp Torino 2021-2025, nonché in materia di divieto di pubblicizzazione parassitaria (A.C. 2434-A)” è al centro del dibattito della Camera dei deputati, che nella seduta di oggi, 15 aprile, è impegnata nella discussione sulle linee generali.

Ad aprirla il relatore Roger De Menech del Partito democratico.
“Siamo in una fase di emergenza, ma dobbiamo curare e cullare anche il sogno e la speranza che il Paese può farcela. Riportare quindi il Paese alla normalità, farci trovare pronti, infine, finita l’emergenza; farci trovare pronti per una ripartenza proprio in quelle regioni – il caso ha voluto questo, in particolare mi riferisco a Veneto e Lombardia – in cui l’emergenza sanitaria ha colpito di più. E proprio in quelle regioni, insieme alle province autonome di Trento e Bolzano, ci sarà questo grande evento nel 2026. Quindi, probabilmente questo segno di speranza vale ancora di più, proprio perché interviene in quelle regioni; e poi, con le finali Atp del comune di Torino, un’altra regione duramente colpita dall’emergenza.
Due sono le motivazioni principali di questo provvedimento, le motivazioni politiche che stanno dietro a questo provvedimento. La prima: parlare ai cittadini italiani, dire che siamo sulla strada giusta per riportare questo Paese alla normalità finita l’emergenza. La ripartenza è un fattore fondamentale, guardare lontano è un’altra capacità che deve avere la politica con questo provvedimento.
Il secondo punto, altrettanto importante, è parlare alla comunità internazionale, in questo caso, in particolar modo, alla comunità internazionale dello sport, al Cio, e dire a questi, che hanno avuto fiducia nell’assegnare le Olimpiadi, in particolare del 2026, dire che il Governo italiano, il Parlamento italiano e la comunità nazionale sono pronti a vincere questa sfida, siamo pronti per partire”.
De Menech quindi ha illustrato il provvedimento, che si divide in tre capi fondamentali. “Il primo Capo riguarda le Olimpiadi e le Paralimpiadi. I primi tre articoli, a cui ne abbiamo aggiunto un quarto, parlano soprattutto della governance, del sistema organizzativo dei Mondiali, con l’articolo 1, in cui abbiamo composto il Comitato olimpico, che ha funzione istituzionale, di raccordo, di prospettiva, soprattutto politica e di indirizzo. L’articolo 2 riguarda la Fondazione Milano-Cortina 2026, che è il vero comitato organizzatore, la parte operativa che dovrà organizzare nel concreto l’evento olimpico. All’articolo 3 abbiamo introdotto la Società per le infrastrutture: altro elemento importante per la cosiddetta legacy, per l’eredità, per quello che dobbiamo lasciare anche ai nostri territori, al di là, come dicevo, dell’evento sportivo, che dobbiamo disporre al meglio. E proprio all’articolo 3, secondo me, c’è la prima aggiunta, che abbiamo introdotto con un emendamento del relatore, in accordo ovviamente con il Governo e con tutte le istituzioni che fanno parte del team organizzativo. Abbiamo introdotto, come dicevo, il Forum per la sostenibilità e l’eredità: un focus importante da porre proprio per organizzare al meglio da un punto di vista della sostenibilità questo evento olimpico, ma soprattutto anche per lasciare alle generazioni future un ambiente, un territorio con infrastrutture migliorate, le infrastrutture necessarie per non costruire opere inutili; per garantire quindi che, anche al di là del 2026, il nostro Paese possa avere un respiro internazionale anche grazie a questo grande evento. All’articolo 4 ci sono le garanzie, le garanzie da offrire al Cio. All’articolo 5 le agevolazioni fiscali: anche qui le abbiamo migliorate, per renderle più compatibili col momento di difficoltà del nostro Paese. E poi abbiamo introdotto due articoli molto importanti, l’articolo 5-bis e l’articolo 5-ter: entrambi servono per tutelare la proprietà dei marchi paralimpici e olimpici, proprio perché la straordinaria importanza di questo evento meritava un focus particolare, per tutelare la garanzia anche nella tenuta del marchio, e quindi di tutte le bandiere, gli stemmi, il motto, tutta la parte che riguarda la promozione dell’evento olimpico. Poi abbiamo il Capo secondo, che è dedicato alle Finali Atp di Torino dal 2021 al 2025, con l’articolo 6, in cui abbiamo costruito il Comitato, ovviamente anche qui con un compito istituzionale e di rappresentanza; all’interno poi ci sarà la Fit che avrà un compito più prettamente operativo. L’articolo 7, sulle autorizzazioni al comune di Torino per le opere necessarie allo svolgimento di questa grande manifestazione. L’articolo 8, sulle garanzie. L’articolo 9, sui finanziamenti. E per finire il Capo III, che è un capo più giuridico, in cui agli articoli 10 e 11 normiamo l’attività parassitaria, cioè tutte le procedure illecite; abbiamo introdotto in questi articoli un altro elemento fondamentale, la grande collaborazione con la Guardia di finanza per l’opera di prevenzione dell’utilizzo abusivo dei marchi. Agli articoli 12 e 13 le sanzioni; all’articolo 14 le registrazioni; e infine le disposizioni finali all’articolo 15, per garantire la non incidenza sulle competenze da una parte delle due regioni, e dall’altra delle due province autonome”.

Quindi è intervenuto Simone Valente (M5S), in rappresentanza del Governo: “Il decreto-legge è assolutamente necessario per gli impegni che il Paese ha preso negli anni scorsi e nei mesi precedenti e per il lavoro che il Ministro e il Governo stanno portando avanti ed è ovvio che, se alcuni impegni che anche il mio gruppo, il MoVimento 5 Stelle, ha sostenuto devono essere portati avanti, allora bisogna fornire gli strumenti a tutte le rappresentanze sportive e locali per operare nella maniera adeguata. Proprio per questo la necessità in questo caso di istituire per legge comitati organizzatori per i principali eventi che sono contenuti nel decreto-legge, ovvero le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e le ATP Finals di Torino, è essenziale e tali disposizioni devono essere approvate il prima possibile”.
Nel testo, prosegue Valente, “è stata istituita una società, la Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026, una società che sostanzialmente si occuperà delle opere pubbliche per gestire quel quasi miliardo che è stato stanziato per le opere infrastrutturali in un recente decreto e qui, secondo me, sta il vero cuore del nostro monitoraggio, della progettualità del Paese che dobbiamo mettere veramente in atto, perché sono tantissime risorse e, secondo me, le risorse che sono state stanziate devono essere assolutamente essere funzionali ai grandi eventi sportivi, non devono essere risorse che vengono destinate a pioggia sul territorio ma devono assolutamente essere spese in maniera oculata.
Su questo ho invitato più volte anche il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti a fornire il prima possibile un piano completo delle opere per aver chiara qual è la progettualità e – lo ribadisco a tutti noi, Governo compreso – a monitorare queste risorse fino all’evento, quindi fino al 2026.
Per quanto riguarda il comitato organizzatore delle Olimpiadi Milano-Cortina non c’è stata nessuna rilevante osservazione se non un punto che il mio gruppo ha sollevato in Commissione concernente le agevolazioni fiscali, che sono da scindere nettamente dalle agevolazioni fiscali previste dall’host contract che riguardano la famiglia olimpica e gli emolumenti degli atleti: mi riferisco alle agevolazioni fiscali in favore dei dipendenti del comitato organizzatore. Come gruppo avevamo depositato un emendamento perché, ad una prima lettura del testo, ci sembrava chiaramente iniquo che ci fosse un trattamento diverso tra lavoratori sul territorio italiano: infatti nel testo era prevista un’agevolazione del 30 percento sul corrispettivo percepito dai lavoratori.
Il nostro emendamento è stato accolto e riformulato dal relatore e su questo ringrazio e penso che sia un primo passo se non altro per dare un segnale all’esterno di un’equità prevista anche dalla nostra Carta costituzionale in base al criterio di progressività previsto dall’articolo 53 della Costituzione che dovrebbe essere sempre rispettato. Su questo anche con il Ministro c’è stato un confronto e c’è stato anche un chiarimento con un suo intervento, però ritengo che tale tema debba essere affrontato comunque anche nei futuri provvedimenti e nei futuri mesi per poi chiarire meglio tutte le esigenze anche economiche del comitato organizzatore o comunque dell’organizzazione olimpica e, quindi, scacciare via ogni possibile polemica che questo tipo di organizzazione di grandi eventi sportivi si porterebbe dietro. Questo è un impegno, secondo me, che dobbiamo avere noi come istituzioni, come Parlamento, come deve avere anche il Governo per comunque portare avanti questi grandi eventi sportivi senza alcuna ombra ma con una linearità e una chiarezza che, a mio avviso, deve essere portata avanti. Dico questo perché, quando si parla di Olimpiadi, il dibattito sempre si accende soprattutto anche sulla carta stampata e le polemiche non mancano mai. Però qua l’Italia ha una grande responsabilità e una grande sfida cioè portare avanti l’evento, spendere tutte queste risorse e farlo nella maniera corretta: chissà che magari l’Italia riesca – io me lo auguro – in questa grande sfida e riesca anche a cancellare tutti i dati negativi che ogni evento olimpico si è sempre portato dietro. Siamo certi – lo sappiamo – che ci saranno dei benefici forti per i territori, siamo certi che ci sarà una legacy importante, però facciamo sì che questa sia sempre migliore, facciamo sì che un grande evento sportivo possa dare benefici ai territori ma possa portare anche una legacy sportiva: è l’aspetto più importante per avvicinare ancora più i giovani e per creare ancora più infrastrutture e impianti sportivi sul nostro territorio che ne ha tantissimo bisogno. Su questo sia le Olimpiadi sia le ATP Finals hanno una grande responsabilità anche sociale ovviamente oltre che dal punto di vista economico. Nei prossimi anni l’Italia è chiamata ad affrontare moltissimi grandi eventi sportivi. Io metterò tutto il mio impegno e il mio gruppo lo metterà per monitorare e far sì che tali eventi siano veramente funzionali al Paese e possano dare un beneficio importante. Chiudo dicendo che quindi il mio gruppo è favorevole a questo testo e sicuramente collaborativo e ringrazio ancora una volta tutti i colleghi sia di maggioranza sia di opposizione, compreso il relatore e il ministro, per il lavoro svolto in Commissione”.


Per Paola Frassinetti (Fdi) le “Olimpiadi invernali diventano un’enorme opportunità; un’opportunità soprattutto – mi viene come primo pensiero – di cercare di creare dei posti di lavoro in un momento in cui abbiamo dei seri problemi, in prospettiva, di disoccupazione, e dove soprattutto i lavoratori dello sport – penso ai collaboratori sportivi, ai tantissimi che lavorano nelle palestre – si trovano in difficoltà in questo momento. Rischiano addirittura, come è inserito nel “Cura Italia”, se superano il reddito di 10 mila euro all’anno, di non poter percepire i 600 euro per poter campare.
Quindi il fatto che ci sia la possibilità di creare una nuova occupazione è importantissimo. Dicevo, quindi, che le regioni più colpite sono quelle che avranno un grande ruolo. Penso, per esempio, alla mia città, a Milano, al fatto che il progetto indica sicuramente la riqualificazione di due quartieri importanti come lo Scalo di Porta Romana, dove dovrebbe sorgere il villaggio olimpico, e mi piace pensare, com’è dai progetti, che poi diventerà un luogo di residenza per gli studenti universitari, oppure al Palazzetto dello Sport di Santa Giulia, che andrebbe a riqualificare una zona periferica, che è quella di Rogoredo, che comunque è da sempre molto critica sia per questioni di sicurezza sia per questione di degrado.

Ecco che Milano dovrebbe avere la capacità di essere trainante in questo progetto e anche di riqualificarsi, così come le tantissime infrastrutture che sono previste. Mi riferisco ai collegamenti anche ferroviari con l’aeroporto della Malpensa ed altri centri, al potenziamento di strade e ferrovie; penso soprattutto alla statale 36, che conduce a Bormio, località che vedrà la discesa libera nella pista Stelvio, quindi la regina delle prove invernali, che è una strada accidentata che indica ai lombardi molte volte che sia più facile accedere alle piste del Piemonte o della Valle d’Aosta che a quelle della Lombardia, proprio per queste difficoltà di comunicazione.
Quindi è sicuramente un progetto ambizioso, che va ad individuare non soltanto questioni prettamente sportive, ma anche infrastrutturali molto importanti. Il provvedimento ha sicuramente un impianto complesso: sono 16 articoli e nel primo Capo abbiamo un po’ tutta l’elencazione e la prospettazione della governance, dal comitato organizzatore alla fondazione, a Infrastrutture Milano-Cortina 2026. Quindi penso che le problematiche saranno soprattutto di coordinamento, di capacità di promuovere l’evento e di comunicazione. È un evento, come dicevo all’inizio del mio intervento, che sembra lontano, ma è estremamente vicino, e quindi il rispetto del cronoprogramma sarà importantissimo, come le verifiche, che dovranno essere continue e coordinate”.


Michele Anzaldi di Italia viva dal canto suo sottolinea che il decreto in discussione in Aula prova “a regolamentare gli avvenimenti per impedire futuri errori e garantire, oltre la realizzazione degli eventi, la loro promozione e, soprattutto, per cercare di ottenere il perdurare dei benefici economici e ambientali sui territori. Ma vi è un aspetto che non va sottovalutato e che, anzi, potrebbe essere un’occasione di riscatto per il nostro Paese, quello delle abolizioni delle barriere architettoniche. Questi eventi, ben gestiti, potranno offrirci e lasciarci delle aree moderne e attrezzate, ma, soprattutto, civili e alla portata di tutti.

Il decreto in esame reca, in estrema sintesi, tre gruppi di norme, raccolte nei primi tre capi in cui è ordinato il testo: innanzitutto, le norme per l’organizzazione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026, poi, le norme per l’organizzazione del torneo tennistico finali Atp Torino 2021-2025, quindi, le norme in materia di divieto di pubblicizzazione parassitaria. L’ultimo contiene norme ordinamentali per il coordinamento tra Stato, regioni e province autonome nell’organizzazione degli eventi sportivi in oggetto”.
Anzaldi poi ricorda che “per quanto riguarda l’impatto economico e finanziario che i Giochi del 2026 potrebbero avere sul nostro Paese, il Governo italiano ha commissionato alla facoltà di economia dell’Università di Roma la Sapienza uno studio su questo tema, i cui risultati sono stati presentati al pubblico il 21 marzo 2019 a Palazzo Chigi.
Lo studio ha verificato che le uscite dello Stato per i Giochi olimpici saranno compensate dagli introiti diretti e indiretti legati ai medesimi Giochi, nel periodo 2020-2028. Due ulteriori studi sono stati commissionati a livello regionale per l’impatto sui territori di riferimento. Uno è stato elaborato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia e un altro dall’Università Bocconi di Milano. I tre studi sono stati presentati dalla delegazione italiana al Cio”.
Quanto allo svolgimento delle finali Atp Torino 2021-2025, il deputato di Italia viva afferma che il suo gruppo durante l’esame in sede referente in Commissione cultura, si è dimostrato “favorevole al lavoro e ha portato avanti in Commissione e evidenziato il compito della politica in questo momento che non è solo quello di gestire l’emergenza sanitaria ed economica, ma anche di avere una visione del futuro verso cui muoversi, posizione che condivido pienamente. Il decreto in esame rappresenta molto bene l’idea di cosa la politica deve fare, perché offrire una prospettiva presenta un’occasione di ripartenza e questa è, appunto, la visione politica. Non si possono nascondere dubbi in relazione alla possibilità di svolgere davvero le finali Atp a partire dal 2021 in considerazione del fatto che della crisi in corso non si può ancora prevedere il termine; tuttavia, credo che progettare questi eventi costituisca innanzitutto una comunicazione positiva per rilanciare l’economia, in particolare nel settore turistico che è stato duramente colpito nelle sue strutture e rischia di pagare un prezzo economico altissimo”.


Nel suo intervento Ketty Fogliani (Lega) evidenzia l’importanza dello svolgimento delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali a Milano e Cortina “in un momento come quello attuale, dove, a causa dell’emergenza dettata dalla pandemia di Coronavirus, le regioni particolarmente colpite dal virus – la Lombardia e il Veneto – sono proprio quelle che ospiteranno i Giochi olimpici invernali del 2026: due regioni che escono devastate dall’epidemia, dove la sofferenza per la perdita dei propri cari ha raggiunto livelli che mai avremmo neppure immaginato e dove il motore imprenditoriale, traino dell’economia di tutto il Paese, appare oggi particolarmente in affanno, con imprenditori che, se non arriveranno davvero le tante promesse e risorse, rischiano di non poter più risollevarsi e di non poter più assicurare un lavoro ai propri dipendenti, con tutte le ripercussioni sociali che ne derivano.

È per questo che oggi il progetto olimpico italiano per il 2026 assume ancora più importanza, perché non sarà solo un’occasione per dimostrare, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la validità della scelta di Milano e Cortina quali sedi olimpiche, ma, terminata la fase di emergenza, i lavori e le opere previste per le nostre Olimpiadi saranno di sprone alla ripartenza dell’economia e costituiranno un volano di eccezionale importanza per la rinascita produttiva dei territori direttamente interessati e dell’intero Paese.
Non dobbiamo dimenticare, però, che il comparto sportivo in questa emergenza sta soffrendo moltissimo. Sono tantissime le realtà coinvolte, dai produttori di materiale tecnico, ai gestori di impianti come piscine e palestre, ai singoli professionisti come allenatori e personal trainer. Tutti vedono un futuro molto incerto, visto che il distanziamento sociale durerà ancora per molto tempo e le attività sportive saranno tra le ultime a rimettersi in moto. Per cui sarebbe auspicabile prevedere altri interventi oltre a quelli già previsti dal decreto-legge Cura Italia”.
Quanto alle Atp final di tennis, in programma a Torino, Fogliani ricorda che “nascerà un comitato per le finali Atp, chiamato a prendere tutte le decisioni strategiche. Poiché l’organizzazione tecnica sarà di pertinenza del Fit, potrà essere creata anche una Commissione tecnica di gestione. Lo Stato garantirà, a supporto dell’evento, la cifra di circa 75 milioni di euro erogati a diverse scadenze”.
In ultimo, la deputata leghista conclude: “Riguardo l’iter in Commissione del decreto, avremmo gradito una maggiore disponibilità della maggioranza nell’accoglimento di alcune nostre proposte emendative di buon senso, come ad esempio accrescere la sostenibilità delle opere delle Olimpiadi invernali 2026 sotto il profilo ambientale, economico e sociale, attraverso l’aumento dello stanziamento delle risorse di cui al comma 18, primo periodo, dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, o ancora la predisposizione di piani di sviluppo delle montagne olimpiche, quali strumenti di programmazione negoziata, che consentano a tutti gli enti pubblici dei territori montani delle regioni in cui si svolgeranno i giochi olimpici, di partecipare alle scelte di sviluppo strategico sulla base di un’accurata analisi della situazione del territorio e dei suoi bisogni, predisposta dalla regione di concerto con gli enti pubblici del territorio interessati, per individuare gli obiettivi di sviluppo di una definita area territoriale attraverso una classificazione di breve e medio periodo, e di lungo periodo.
Nel preannunciare il voto favorevole, vista l’importanza del provvedimento, mi dispiace dover rilevare una nota stonata del testo, ovvero la norma che permetterà a tutti i manager e dipendenti del Comitato organizzatore di pagare le tasse solo sul 30 percento del loro stipendio, un’esenzione che scarica un costo privato sulle casse pubbliche pari a 50 milioni di euro.
La Lega ha presentato delle proposte per eliminare questo privilegio, che appare ancora più stonato in un momento come quello che stiamo attraversando, ovviamente respinte dalla maggioranza, che si è limitata a correggere il tiro, seppur di poco: invece che essere di 7 anni, l’esenzione viene cancellata per il 2020, dimezzata per il 2021 e il 2022, ma resta intatta dal 2023 al 2027, proprio gli anni cruciali per i Giochi, quelli in cui si prevedono più spese, più contratti e più benefici per chi pagherà meno tasse. Vantaggi come questi sarebbe stato più opportuno e dignitoso riservarli ai nostri medici e a tutti gli operatori del comparto sanitario, che in questi giorni terribili si stanno dimostrando con abnegazione indiscussa presidio indispensabile per la salute pubblica, con tutti coloro che in prima linea non smetteremo mai di ringraziare”.

Per il Partito democratico, Patrizia Prestipino insiste “sulla legge olimpica come straordinaria occasione di ripartenza del Paese, una iniezione di fiducia, pur nelle tenebre di oggi. Sì, perché i grandi eventi sportivi hanno davvero un forte impatto socio-economico sul territorio che li ospita: non solo ne permettono la valorizzazione, ma sono anche uno strumento di rigenerazione urbana e l’occasione per investire in nuove strutture e nuove infrastrutture, e modernizzare quelle già esistenti.
La costituzione della società in house ‘Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026’, che opererà su indicazione del comitato organizzatore, persegue appunto questo fine: la realizzazione delle opere infrastrutturali per i Giochi del 2026, che devono essere un volano di crescita e riqualificazione dei territori ospitanti, con benefici per tutta la collettività, e guai – guai! – se si trasformassero in quelle cattedrali nel deserto già tristemente note, che hanno reso meno orgoglioso il nostro Paese di essere testimone di sport”.

Da GiocoNews.it-3 ore fa

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