Convalescenza in alta quota per i pazienti guariti dal virus

Convalescenza in alta quota per i pazienti guariti dal virus

Anche il santuario di San Giovanni mette a disposizione le sue camere dopo l’ostello del Piazzo e la ex casa di riposo Don Orione di Sordevolo

Non solo Sordevolo, ma anche Biella e San Giovanni d’Andorno si preparano ad accogliere i pazienti in via di guarigione dal coronavirus. Nei prossimi giorni dovrebbero aprirsi le porte dell’ex casa di riposo don Orione di Sordevolo, mentre Biella ha individuato 26 posti letto messi a disposizione da Iris e da Cissabo e altri 20 già operativi da ieri presso l’ostello al Piazzo, gestito dalla cooperativa Anteo. Qui i dimessi dall’ospedale possono contare su 2 camere singole con bagno privato, altrettante matrimoniali con bagno privato, 7 singole con bagno in comune a cui si aggiungono 4 camere comunicanti con bagno privato . «Naturalmente si tratta di ospiti autosufficienti – spiega l’assessore alle Politiche sociali Isabella Scaramuzzi –, solo che non possono tornare a casa perché i famigliari sono anche loro in quarantena». Per l’oasi di pace della Bürsch l’idea di proporre soggiorni dedicati alla convalescenza nasce per offrire un nuovo servizio alla comunità. I convalescenti guariti al Covid necessitano di un lungo periodo di riabilitazione lontano dallo stress, in un ambiente sicuro e isolato come effettivamente è il santuario di San Giovanni. «L’offerta per persone guarite, quindi non più positive al secondo tampone, è rivolta a enti, gruppi e associazioni a cui sarà applicata una tariffa scontata – spiega Pier Luigi Touscoz, presidente dell’Opera Pia Laicale San Giovanni –. Parliamo di soggiorni di convalescenza nella tranquillità e con l’aria pura dei mille metri delle alpi biellesi». Dopo la parentesi non entusiasmante con la Cooperativa «Voglia di fare», in Alta Valle Cervo si guarda al futuro con il nuovo bando di gestione affidato a Roberta Zedda, imprenditrice di Arborio, che si avvale della collaborazione dello chef Massimo Ogliotti. «La nostra struttura, disposta su tre piani con ascensore, ampie camere tutte dotate di bagno privato, camere per disabili e priva di barriere architettoniche, – spiega Zedda – si presta bene per trascorrere un periodo di riposo dopo la malattia». La rinascita alberghiera di San Giovanni punta su un mix di ristorazione tradizionale con utilizzo esclusivo di materie prime nazionali e locali usando tecniche e modalità di cottura innovative come quella sottovuoto.

Da La Stampa-5 ore fa

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