ConfEsercenti risponde all’appello per avere negozi a misura di disabile

ConfEsercenti risponde all’appello per avere negozi a misura di disabile

C’è una prima adesione all’appello di una cittadina di Empoli, Teresa Cioni, per avviare anche in città una campagna di sensibilizzazione volta a favorire le persone con disabilità certificate che si recano nei luoghi pubblici e nelle attività commerciali. A dare il proprio benestare è il responsabile di zona di Confesercenti Empolese Valdelsa, Gianluca D’Alessio, che dopo aver letto l’appello pubblicato dal Tirreno ha voluto subito sposare la causa. «Ci sono comunque delle difficoltà che persistono sui centri storici – spiega il referente dell’associazione di categoria – già emerse anche in passato, penso per esempio ai problemi infrastrutturali. In molti casi i negozi usufruiscono di deroghe giustificate perché nei centri storici ci sono fondi vecchi dove determinate distanze o la grandezza dei bagni non sono a misura di persona con disabilità.

Al netto di questo, però, fare una campagna di sensibilizzazione nei centri commerciali naturali a misura di disabile per Confesercenti va benissimo». Al momento in cui gli uffici rientreranno in operatività, l’impegno è quello di contattare Teresa Cioni. «Le attività commerciali sono attente e sensibili al tema – prosegue D’Alessio – sono convinto che sposeranno volentieri questa idea. Potremmo già pensare da settembre di fare qualcosa nei negozi». Cioni nel suo appello rilanciò la possibilità di avviare a Empoli una campagna ispirata a quella del Comune di Spresiano, in provincia di Treviso, dal titolo “Non ho fretta ma non posso aspettare”, in cui erano stati prodotti dei cartelli da inserire all’interno dei luoghi pubblici e del commercio per incentivare le persone a lasciare il proprio posto in fila alle tante persone con disabilità che quotidianamente si rendono indipendenti recandosi in prima persona a fare acquisti o a usufruire di servizi. Inoltre aveva proposto la possibilità di poter dedicare delle sedute a chi ha difficoltà a stare per molto tempo in piedi, citando il suo caso, o nei negozi delle sedie estraibili per poter permettere di poter attendere in proprio turno.

Da Il Tirreno 23 agosto 2020

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