Benedetta De Luca: «Anche in carrozzina sfiliamo su tacco 12»

Benedetta De Luca: «Anche in carrozzina sfiliamo su tacco 12»

Ha 32 anni, è di Salerno e ha subito 18 interventi chirurgici. Organizza sfilate di moda con in passerella ragazze disabili come lei e ha creato un brand di moda.

Benedetta De Luca è una donna bellissima. Se la si guarda negli occhi, si resta incantati dalla profondità del suo sguardo. Quando la si ascolta mentre racconta la sua vita e le tante battaglie che ha sostenuto in questi trentadue anni, non si può che ammirare quella tenacia e positività che l’hanno portata, grazie alla rete e a Instagram in particolare, a diventare testimone di come si possa essere belle e piacenti anche su una sedia a rotelle che protegge dalle disabilità motorie. Nata a Baronissi, a pochi chilometri da Salerno, Benedetta soffre di una malattia rara che colpisce un bimbo su sessantamila: l’agenesia del sacro ovvero un disturbo dello sviluppo dei segmenti spinali distali unilaterali.

«Per questo – racconta – non cammino e ho subìto ben 18 interventi chirurgici, in pratica ho trascorso 12 anni della mia vita in un letto di ospedale. Adesso mi muovo con le stampelle e appunto usando la sedia a rotelle, spostandomi più che posso anche lontano da Salerno. Vivo con mia madre e con il mio fidanzato, un rapporto che è nato durante la pandemia. Sono stata anche vittima di bullismo in passato, ma non mi sono mai lasciata demoralizzare, riuscendo attraverso la community dei social network a riprendere in mano la mia vita, con una missione: far capire che la diversità non deve essere oggetto di alcuna forma di discriminazione».

Laureata in giurisprudenza con una tesi sui diritti delle persone con disabilità, in attesa di poter vincere un concorso pubblico che le garantirebbe un po’ di sicurezza, Benedetta organizza sfilate di moda che vedono salire sulla passerella ragazze disabili come lei. «Siamo quaranta, alcune in carrozzina, altre non vedenti o affette dalla sindrome di down. Non puntiamo – continua – a suscitare pietismo. Voglio invece che queste ragazze, prima incapaci per vergogna di mostrare il proprio fisico, ora siano felici di indossare abiti eleganti e calzare un tacco 12. E loro sono entusiaste perché dicono di avere scoperto per la prima volta di possedere femminilità, grazia. Anche io disegno vestiti per noi, anche lunghi e con strascichi e ho creato il brand Italian inclusive fashion che abbina la comodità all’eleganza. Partecipiamo a eventi pubblici in Campania, facendo capire che l’ignoranza e la cattiveria non sono più accettabili al giorno d’oggi. Siamo belle anche noi». Anzi bellissime, come Benedetta e le sue ragazze.

Da Corriere della sera 23 agosto 2020

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