Barriere architettoniche: Giulianova meglio che altrove, ma la strada è ancora lunga

Barriere architettoniche: Giulianova meglio che altrove, ma la strada è ancora lunga

Ha un colore, a Giulianova, il rispetto dei diritti delle persone disabili. E’ il blu, perché blu era l’anello che l’amministrazione Mastromauro contava di realizzare per unire nord e sud in un ideale circuito stradale, accessibile a tutti. Di quel percorso senza barriere e senza pericoli è stata realizzata forse la metà, in un’area circoscrivibile tra via Nazario Sauro e l’inizio del lungomare.

I lavori furono seguiti personalmente e volontariamente da Antonio Fusaro, pugliese di nascita ma giuliese nell’anima, con un passato nella locale squadra di basket in carrozzina ed un presente, da poco concluso, da presidente del comitato di quartiere Annunziata. “Segnalai qualche errore di realizzazione e potei dare, per esperienza diretta, diversi consigli- spiega – L’anello blu era stato proposto dal circolo Pd e, devo dire, fu ben accolto dalla giunta in carica. Per definirne il contenuto, fu utile fare una passeggiata, da via Simoncini a via Gasbarrini, e constatare materialmente le difficoltà che una persona in carrozzina, un anziano, una mamma con un passeggino, incontra quotidianamente, anche solo per percorrere pochi metri. A Giulianova, oggi, la problematica relativa alle barriere architettoniche è meno evidente che altrove, ma resta ancora molto da fare. In tanti negozi, anche di recente realizzazione, l’ingresso non ha scivoli e non ci sono bagni per disabili. Lo stato dei marciapiedi è pessimo in parecchie zone della città. Mi viene in mente, ad esempio, il lato ovest del lungomare Spalato, assediato dai dislivelli. Gli scivoli, anche quelli di recente costruzione, sono spesso troppo ripidi o terminano su un piano d’asfalto che presenta cordoli o stretti avvallamenti. Dovrebbero essere delle risorse e sono invece trappole diaboliche. Troppe volte ho visto carrozzine ribaltarsi per il solo fatto d’averli utilizzati. L’anello blu, per avere un senso, dovrebbe proseguire, interessando viale Orsini e il lungomare. Circa l’ 80% delle strade ha bisogno di interventi che consentano un buon livello di accessibilità e l’eliminazione totale dei rischi. Anche le aree più nuove, come viale Orsini nord, presentano situazioni paradossali. In un contesto che vorrebbe essere un tributo alla modernità, ci sono marciapiedi non solo stretti, ma con un palo della luce al centro, un divieto implicito al passaggio delle carrozzine”. Antonio Fusaro puntualizza: l’abbattimento delle barriere architettoniche non è una battaglia a favore di una precisa minoranza. E’ una lotta per la dignità di tutti i cittadini, per chi è permanentemente privo di alcune abilità fondamentali, ma anche per quanti si trovano ad attraversare situazioni di difficoltà motoria, di malattia, di debolezza. Il diritto di vivere la città appartiene a chi non cammina sulle proprie gambe, ma anche ai convalescenti, agli anziani, ai genitori di un bambino piccolo. “ Il mio impegno, oggi, guarda con ottimismo all’apertura di un Ufficio disabili- conclude Fusaro – Non sarà un doppione di ciò che già esiste nell’assessorato alle Politiche sociali. Il servizio che offrirà sarà di ascolto e di accoglimento delle richieste, anche le più semplici, le più piccole, avanzate da cittadini che la politica, troppo spesso, tende a dimenticare e a marginalizzare in spazi ristretti, zeppi di ostacoli e di muri, soprattutto mentali.”

di Marzia Tassoni da La Città del 13/10/2020

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