Ausili e dispositivi per disabili «Sei anni per assegnare i fondi»

Ausili e dispositivi per disabili «Sei anni per assegnare i fondi»

Franco Roccon denuncia: «Il Comune deve solo istruire le pratiche e verificare siano corrette Gli uffici si rimpallavano le carte, fortunatamente Sersa in un mese e mezzo ha risolto tutto» 


Sei anni per ricevere i contributi spettanti per legge. Tanto hanno dovuto attendere le persone disabili e tanti anziani bellunesi che hanno installato nelle loro case dispositivi per abbattere le barriere architettoniche, come montascale, ascensori o pedane, per migliorare le loro condizioni di mobilità.

La denuncia arriva dal consigliere di opposizione Franco Roccon, che si è preso a cuore la vicenda e ora denuncia le inefficienze di un sistema che ha provocato simili ritardi.



«Questi contributi sono spettanti per legge», spiega Roccon. «Vengono messi a disposizione dallo Stato e dalla Regione e vengono erogati alle persone dal Comune di Belluno».

I contributi vengono concessi per l’installazione di ausili e per le modifiche strutturali necessarie negli alloggi in cui vive una persona portatrice di handicap. Il contributo va dai 2.582,28 ai 51.645,69 euro.



«Nel corso degli ultimi sei anni in Comune di Belluno sono state depositate circa quaranta domande per ricevere il contributo», racconta Roccon. «Il Comune aveva solo il compito di vagliare e definire la correttezza delle domande, e di elargire i contributi che poi Stato o Regione avrebbero coperto con interventi dedicati annualmente a questo ramo sociale». Ma qualcosa si è inceppato.

Roccon parla di «rimpallo delle responsabilità nell’istruire le pratiche, che passavano dagli scaffali dell’edilizia a quelli dei magazzini comunali agli uffici del sociale», di pratiche che si accumulavano. Il consigliere si è preso a cuore la questione un anno e mezzo fa e ha coinvolto l’assessore al sociale Lucia Pellegrini.



«Visto l’accumulo delle pratiche e non sapendo più come uscirne, a metà dicembre 2020 il consiglio comunale approvava una delibera con cui trasferiva le pratiche, le competenze e il lavoro istruttorio alla Sersa», continua Roccon.

In un mese e mezzo Sersa vaglia le pratiche e le restituisce al Comune per liquidare i contributi. «E finalmente, a sette anni dall’inizio del deposito delle prime pratiche, pare che alcune decine di soggetti interessati potranno avere a brevissimo i soldi che attendono da anni», denuncia Roccon.



Il capogruppo di Civiltà bellunese se la prende con i capigruppo di maggioranza («sempre sensibili alle questioni del sociale: chissà se sanno di questa triste vicenda»), e con il sindaco: «Sia come cittadino di questo comune, sia come consigliere comunale, non nascondo la mia profonda delusione per tutta la vicenda e per come è stata (non) gestita», conclude Roccon. «Un’altra brutta pagina amministrativa che ha toccato tutti e due i mandati del sindaco Massaro».

Da Corriere delle Alpi 24/2/2021

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