«Attenzione alle persone con disabilità. In tutti gli aspetti»

«Attenzione alle persone con disabilità. In tutti gli aspetti»

Le persone con disabilità hanno bisogno di essere accolte ma anche di poter vivere la vita in tutte le dimensioni. Il Polifunzionale della Disabilità inaugurato sabato scorso a Castrovillari, in Calabria, ne è la dimostrazione. «Per valorizzare le persone con disabilità – ribadisce infatti suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità della Cei – devi dare loro voce, ma anche le possibilità di scelta».

Perché il centro di Castrovillari può essere un esempio per tutte le comunità?
In questa struttura non si vuole risolvere un problema, ma offrire alla persona con disabilità un progetto di vita. Normalmente, all’interno dei centri dedicati alle persone con disabilità l’attenzione è rivolta all’ambito riabilitativo. La sfida del Polifunzionale calabrese si fonda sulla volontà di accogliere e accompagnare l’altro in tutte le dimensioni della sua vita, tra cui la spiritualità.

Per non perdere di vista i diversi bisogni.
Non è un caso che la struttura si trovi al centro del paese. Vogliamo che chi può continui ad avere una sua vita. E poi c’è il coinvolgimento del paese, di più realtà. Spesso le persone che hanno difficoltà non possono scegliere, questo luogo in Calabria invece è un luogo di scelte, di un progetto per offrire una vita di qualità che accompagna l’uomo. Vogliamo che sia segno di speranza per tutti.

Esistono progetti analoghi in altre regioni?
In Italia, anche prima della legge 112/2016 («Dopo di noi»), molti hanno iniziato a pensare a questa fase della vita delle persone con disabilità. Tra le tante, c’è una struttura a Bologna, “La Famiglia della gioia”, all’interno della struttura del seminario arcivescovile ed è finanziata dalla diocesi.

L’attenzione alla disabilità sta aumentando?
La Chiesa da sempre ha avuto attenzione alle persone con disabilità, anche all’inizio del secolo scorso. E ora si fa carico anche di altri aspetti della vita tra cui appunto il durante e il dopo di noi, come ora a Castrovillari. Sono luoghi di vita, pensati per quando il genitore della persona con disabilità diventa anziano e non ce la fa, ma anche per permettere alle persone di vivere comunque insieme ad altri.

A quali altri progetti sta lavorando?
Abbiamo in cantiere 12 progetti. Stiamo supportando iniziative sia di durante che dopo di noi, nelle diocesi, in collaborazione con associazioni e la compartecipazione delle Regioni. Stiamo pensando di realizzare progetti per la formazione di chi accompagna e accoglie la famiglia con persone con disabilità in tutte le fasi della vita. Sappiamo che spesso alla persona con disabilità viene precluso il tempo libero. E allora stiamo pensando di mettere in campo proposte formative per il mondo sportivo, le guide turistiche, ma anche per chi ha la casa di accoglienza e per chi gestisce un santuario. L’attenzione alle persone con disabilità va posta sempre e in tutti gli aspetti.

Da Avvenire di Graziella Melina 1 ottobre 2020

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