Allo studio del Comune di Modena il ruolo dell’Accessibility manager

Allo studio del Comune di Modena il ruolo dell’Accessibility manager

Il Comune di Modena avvierà uno studio per valutare l’istituzione dell’Accessibility manager, una figura che si relazioni con gli uffici comunali e in sinergia con le associazioni col duplice fine di sostenere la tutela dei diritti delle persone con disabilità e favorire la rimozione degli ostacoli strutturali. La sollecitazione all’Amministrazione è arrivata dal Consiglio comunale che, nella seduta di giovedì 17 settembre, ha approvato l’ordine del giorno proposto da Federica Venturelli per il Pd e sottoscritto anche da Sinistra per Modena, Verdi e Modena civica.

L’Assemblea ha approvato la mozione incentrata sull’Accessibility manager, col voto della maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Verdi e Modena civica) e del Movimento 5 stelle; astenuti Lega Modena, Forza Italia e Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia.
Nella presentazione del documento, la consigliera Venturelli ha ricordato che questa professionalità, nata negli Stati Uniti e ora presente anche negli enti locali italiani, è “un facilitatore che promuove una programmazione delle politiche pubbliche in un’ottica di pari opportunità”. Le finalità di questa figura incontrano “le priorità dell’Amministrazione”, come rilevato dalla consigliera: “L’abbattimento delle barriere architettoniche sia fisiche sia culturali, in tutti i luoghi pubblici, è un obiettivo da raggiungere, tutelando le fragilità delle persone con disabilità”.
L’ordine del giorno di Venturelli, sollecitando l’attivazione di questa figura, che potrà inoltre “garantire un corretto inserimento e un concreto miglioramento nel compimento delle azioni quotidiane delle persone con disabilità”, chiede anche di impegnarsi, coinvolgendo il Centro per l’adattamento degli ambienti domestici, per trovare una sede fisica che diventi un riferimento per le associazioni del territorio “e un centro permanente per connettere Amministrazione, cittadini, tecnici, urbanisti, professionisti e università per creare una città ancora più inclusiva”.
Aprendo il dibattito, Federico Trianni (Sinistra per Modena) ha spiegato che “il manager non compenserà le mancanze sulla fruibilità dei servizi e dei mezzi ma, di sicuro, rappresenta un passo in avanti perché viene recepita la necessità di uguaglianza. Peraltro oggi il progresso scientifico fornisce i mezzi per superare tante difficoltà”.
Paola Aime (Verdi) ha osservato che “dotarsi un custode dei diritti è una scelta importante che aiuta Modena a diventare una ‘città di tutti’. Ogni disabile ha diritto di vivere pienamente la propria vita, sia personale sia professionale, ed è giusto lavorare in questa direzione”.
Per Ilaria Franchini (Pd) la figura dell’Accessibility manager, “oltre a impegnarsi per abbattere barriere architettoniche e strutturali, permetterà anche di riconoscere che la disabilità è un aspetto da valorizzare. Il ruolo è importante, costituirà un punto di riferimento per le strutture e per le esigenze che nascono a diversi livelli”.
Elisa Rossini (Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia) ha chiuso il dibattito esprimendo “apprezzamento per l’attenzione verso le disabilità, però ci pare che questa figura non sia coinvolta con l’eliminazione delle barriere architettoniche. Non vorremmo che il ruolo si riveli una sovrastruttura poco utile e che aumenti addirittura le distanze tra i cittadini e le istituzioni”.

Da Bologna 2000 19 settembre 2020

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